24 Settembre 2022

Turchia, le “Madri del sabato” cercano giustizia

Chiedono la verità sui loro parenti scomparsi, ma la loro protesta è bandita dal 2018

Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, centinaia di donne e uomini, inclusi alcuni bambini, sono stati detenuti dalle autorità statali della Turchia per poi sparire nel nulla. Dal maggio 1995 le “Madri del sabato” si riuniscono in una piazza centrale di Istanbul chiedendo verità e giustizia, ma le loro vegli, con le foto dei famigliari scomparsi, vengono represse dalla polizia. Erdogan incontrò una delegazione undici anni fa, promettendo che il governo se ne sarebbe occupato. Ma Erdogan ha tutt’altro a cui pensare e dei “desaparecidos” turchi non si sa più nulla. Amnesty International chiede il diritto a manifestare e la ratifica della Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate

Dal maggio 1995, in Turchia, esattamente davanti al liceo Galatasaray in Istiklal Street, nel centro di Instanbul, si sono tenute delle veglie da parte dei parenti delle persone “scomparse” in custodia di polizia. Le veglie si tenevano ogni sabato a mezzogiorno, soprattutto da donne, per questo sono conosciute come le “Madri del sabato”. Queste persone si sono riunite una volta a settimana, per chiedere alle autorità di rendere conto del destino dei loro cari, tenendo le foto dei loro figli e figlie, mariti, mogli, padri, fratelli “scomparsi” mentre erano in custodia nelle mani dello Stato negli anni Ottanta e Novanta, quando centinaia di donne e uomini, inclusi alcuni bambini, sono stati detenuti dalle autorità statali, per poi sparire nel nulla . Nel 1999 gli organizzatori decisero di interrompere le veglie settimanali, forse anche demoralizzati dalle intimidazioni subite, le molestie, l’uso eccessivo della forza, le detenzioni arbitrarie e i procedimenti giudiziari ingiusti nei loro confronti. Tuttavia, le veglie sono riprese nel 2009, per continuare con la loro richiesta di verità, giustizia e riparazione per tutti i casi di sparizione forzata. Una delegazione di 12 persone, nel 2011, venne ricevuta da Recep Erdogan quando era Primo Ministro. Erdogan in quell’occasione promise che il governo avrebbe iniziato a lavorare sui casi degli scomparsi, eppure i loro parenti sono ancora alla ricerca di risposte. Il 25 agosto 2018, le “Madri del sabato” si sono incontrate per la settecentesima volta, ma gli organizzatori sono stati avvicinati dalla polizia che ha detto loro che dovevano disperdersi poiché il raduno era stato bandito dal governatore distrettuale, che ricade sotto la giurisdizione del ministro dell’Interno. Quando i partecipanti si sono rifiutati di andare via, la polizia ha disperso la folla con la forza usando gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di plastica. Quarantasei persone tra cui i parenti degli scomparsi sono ora sotto processo per la loro partecipazione alla veglia. Nel giugno 2022 c’è stato un nuovo tentativo, ma le “Madri del sabato” sono state disperse dalla polizia in assetto antisommossa, che ha impedito la loro novecentesima veglia pacifica, arrestando i partecipanti, inclusi noti difensori dei diritti umani e parenti degli scomparsi.

Violazione di diritti umani

Secondo il Truth Justice Memory Center (Hafıza Merkezi), la Turchia è stata dichiarata colpevole di violazioni dei diritti umani in 55 ricorsi alla Corte europea dei diritti umani, riguardanti 103 persone scomparse. Delle denunce penali interne riguardanti 344 persone, solo due procedimenti giudiziari riguardanti due persone sono sfociate in condanne. Le famiglie delle vittime delle sparizioni forzate soffrono un dolore indicibile non sapendo se i loro cari siano vivi o morti. Amnesty International  si rivolge direttamente al presidente turco Recep Erdogan per assicurare che le veglie pacifiche settimanali delle “Madri del sabato” in piazza Galatasaray possano avere luogo, e di firmare e ratificare la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate. Come recita il testo dell’appello:

“Le madri e gli altri parenti degli scomparsi meritano di conoscere il destino dei loro cari. Hanno tenuto le loro pacifiche veglie settimanali per ribadire la loro richiesta di verità che mira a mantenere la questione all’ordine del giorno. Il continuo e infondato divieto imposto a piazza Galatasaray impedisce loro di esercitare pacificamente i propri diritti alla libertà di espressione e di riunione, garantiti dal diritto nazionale e internazionale sui diritti umani.Ci rivolgiamo a Lei affinché assicuri che le “Madri del sabato” non siano messe a tacere, ma che invece le loro richieste di verità, giustizia e non ripetizione di ciò che è accaduto trovino finalmente risposta. La invitiamo a mantenere la promessa fatta undici anni fa, iniziando con l’assicurare che le veglie pacifiche settimanali delle “Madri del sabato” in piazza Galatasaray possano avere luogo, e firmando e ratificando la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate”.