25 Settembre 2022

eSports: gli sport del futuro tra fanbase e miliardi di dollari in palio

eSports: tutto sugli sport del futuro

Spesso considerati ancora una tipologia di intrattenimento, gli eSports rientrano nel mondo dei videogiochi competitivi, attestandosi come un fenomeno internazionale in rapida crescita con milioni di fan e miliardi di dollari in palio.

Questa ampia famiglia sportiva 2.0, conosciuta con il nome di eSports, coinvolge principalmente squadre che competono l’una contro l’altra in tornei per un premio in denaro (spesso molto alto). Essenzialmente, almeno per quel che riguarda le basi, ha molto in comune con gli sport tradizionali. Gli atleti di alto livello sono costantemente in lizza per i primi posti nel loro sport, si allenano e lo considerano inoltre come un vero lavoro.

Cosa sono e quando nascono gli eSports

Fenomeno nato a partire dagli anni ’90, il gioco è passato da hobby occasionale a sport professionistico organizzato. Intel ha iniziato a promuovere gli eSport con il primo torneo di gioco Intel Extreme Masters nel 2007 al CEBIT. Anche il gioco competitivo era stato concepito come un’idea qualche tempo prima, con i giocatori che volevano sempre dimostrare di essere migliori dei loro amici.

Oggi il gaming professionale competitivo, noto appunto come eSports, è un settore che si appresta a raggiungere 1 miliardo di dollari, i campionati sono seguiti dal vivo da decine di milioni di persone in veri e propri luoghi adibiti e il loro potenziale debutto olimpico sembra più possibile che mai.

Come riporta la CNN, al centro del fenomeno si trovano competitori di diversi campionati o squadre che si affrontano negli stessi giochi popolari tra i giocatori casalinghi: Fortnite, League of Legends, Counter-Strike, Call of Duty, Overwatch e Madden NFL, questi solo per citarne alcuni. Questi giocatori sono guardati e seguiti da milioni di fan in tutto il mondo, che partecipano a eventi dal vivo o si sintonizzano in TV o online. I servizi di streaming come Twitch consentono inoltre agli spettatori di guardare e tifare i loro giocatori preferiti mentre questi giocano in tempo reale. Twitch, inoltre, è il luogo virtuale in cui i giocatori popolari costruiscono i loro fandom, principalmente costituito da appassionati.

Le squadre vincitrici o i singoli giocatori possono aspettarsi di ricevere potenzialmente milioni di premi in denaro, nonché maggiori finanziamenti da parte degli sponsor, sponsorizzazioni e stipendi di squadra.

Chi gioca agli eSports

Come spiega sempre la CNN, nonostante sia difficile da accettare per gli appassionati dei campionati sportivi tradizionali come la NFL o la NBA, gli eSports (ai suoi livelli più alti) funzionano in modo simile.

In media, almeno negli Stati Uniti, lo stipendio di un pro-player si aggira tra gli 80 a 120 mila dollari all’anno. In genere, i player ad alti livelli giocano circa 8 ore al giorno, ma il loro allenamento può prolungarsi anche per 12 ore al giorno in vista dei tornei più importanti. Queste realtà sono purtroppo molto limitate in Italia, paese che solo ora si sta affacciando nel panorama in questione, ma sono ben affermate nel continente asiatico, in particolare in Cina e in Corea del Sud.

Le percentuali di chi riesce a farcela

Gli eSports vendono, come tanti altri settori, il sogno di diventare professionisti. Con l’83% delle ragazze adolescenti e il 95% dei ragazzi adolescenti che giocano regolarmente ai videogiochi, tuttavia, si attestano come un campo particolarmente accattivante. La competizione per gli eSport è inoltre molto agguerrita, con centinaia di milioni di giocatori che competono per soldi e fama.

Nella Fortnite: World Cup 2019, un adolescente si è aggiudicato la modica cifra di 3 milioni di dollari in denaro. A partecipare alla competizione c’erano oltre 40 milioni di concorrenti per quel gran premio e solo 100 di loro se ne sono andati con almeno $ 50.000, quindi le possibilità effettive di vincere denaro in Fortnite sono estremamente basse.

I gamer più importanti

Tra i gamer più importanti del 2021 troviamo il coreano Faker (Lee Sang Hyeok) che ha vinto per tre volte il campionato di League of Legends, iniziando a 17 anni e riuscendo a racimolare già oltre 1 milione di euro di premi. Troviamo anche Miss Rage (Julia Kreuzer), una full time Twitcher austriaca che ha iniziato a giocare con un Nintendo GameBoy negli anni ‘90, fino al 2014 quando ha aperto un canale online dove condividere video delle sue partire. Giocatrice professionista di World of Warcraft e League of Legends, si dedica anche ai videogiochi sparatutto in prima persona multiplayer come Counter-Strike, Global Offensive, Overwatch, Fortnite.

Spostandoci in America troviamo Ninja (Richard Tyler Blevis) che è ad oggi il gamer più conosciuto dal grande pubblico, oltre ad essere anche quello più pagato al mondo. Giocatore di diversi tornei e vincitore di innumerevoli premi, è noto principalmente per la sua attività assidua su Twitch. Grazie all’avvento di Fortnite ha infatti iniziato a trasmettere in diretta le riprese delle sue partite, creando una fanbase di ben 500.000 followers nel 2017 in soli 6 mesi. Tuttavia, la vera fama arriva nel 2018, quando ha ospitato sul suo canale Twitch celebrità del calibro di Travis Scott e Drake, con picchi di seguito da oltre 634.000 utenti connessi contemporaneamente.

Gli eSports in Italia

Secondo l’ultimo rapporto sugli eSports in Italia del 2021, da parte dell’Italian Interactive Digital Entertainment Association, sarebbero circa 475 mila le persone che seguono quotidianamente eventi eSports e circa 1.620.000 (+15% rispetto a luglio 2020) se si considerano anche coloro che seguono un evento eSports più volte a settimana.

Principalmente troviamo uomini, di età media di 27 anni, con un livello d’istruzione e un reddito superiore alla media della popolazione. La passione per gli eSports risulta essere duratura per gli utenti affezionati (il 34% li segue almeno da tre anni), che dedicano in media 4,6 ore a settimana. Le motivazioni che spingono i fan a dedicarsi agli eSports riguardano la sfera dell’intrattenimento (80%) e il fattore community (64%): si gioca per trascorrere tempo con gli amici con cui si condividono le stesse passioni. 

Il 94% della fanbase dichiara di videogiocare tramite console e su questa piattaforma il genere più giocato risulta esser quello sportivo.