25 Settembre 2022

Berlusconi torna in campagna elettorale, le promesse sembrano quelle del 1994

Silvio Berlusconi riparte con le solite millanterie da campagna elettorale.

Ormai i programmi elettorali si fanno un tanto al chilo, tanto chi li legge?

Devono aver pensato quelli di Forza Italia, costretti a consegnare all’irriducibile leader Silvio Berlusconi una serie di punti, compreso un certo numero di alberi da piantare perché si sa, la lotta al cambiamento climatico non può mancare e una pennellata di verde al proprio look non costa nulla. A meno di non sbagliare i conti e promettere meno piante di quante sono già previste nel PNRR e negli impegni del G20, come gli fa notare la parlamentare del Movimento 5 stelle Ilaria Fontana, che facendo due conti mette insieme 6,6 milioni di arbusti.

L’uomo dell’azzardo, il gran comunicatore ogni volta quando il gioco si fa duro buca lo schermo anche con le cifre (magari qualche anno fa era più lucido), con un linguaggio da imprenditore quale è (ieri: pensioni minime a 1000 euro; un milione di alberi piantati ogni anno) a costo pure di sfottò sui social che però non hanno fatto altro che parlare di lui, come accade dal 1994 sui media. Rieccolo, come fu scritto dell’intramontabile Amintore Fanfani della Prima Repubblica. Stavolta, Silvio Berlusconi lancia la sua nuova sfida alla soglia degli 86 anni. Li avrà compiuti il 29 settembre, proprio quattro giorni dopo le elezioni anticipate di domenica 25.

La prossima sfida dell’ex Cavaliere è prendersi la rivincita sull’estromissione dalla politica dopo la sentenza Mediaset. I suoi già lo vedono eletto presidente di palazzo Madama, successore di Alberti Casellati. Dopo il fallimento delle sue ambizioni quirinalizie a gennaio, in tanti pensano che il primo obiettivo di Berlusconi sia il secondo scranno più alto. Lui non conferma, i suoi fedelissimi smentiscono e parlano di insinuazioni “ridicole ed offensive. Nessuno ha mai offerto nulla al presidente. E la sua scelta non è stata orientata dalla disponibilità o meno di un qualunque posto”.

“Nel nostro programma – ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi – c’è l’aumento delle pensioni, tutte le nostre pensioni, ad almeno 1000 euro al mese per 13 mensilità, c’è la pensione alle nostre mamme che sono le persone che hanno lavorato di più alla sera, al sabato, alla domenica, nei periodi delle ferie e che hanno diritto di avere una vecchiaia serena e dignitosa e poi c’è l’impegno a mettere a dimora, a piantare ogni anno almeno un milione di alberi su tutto il territorio nazionale”.

È arrivata a stretto giro la risposta di Ilaria Fontana, sottosegretaria al ministero della transizione ecologica nell’ormai ex governo Draghi: “Sono rallegrata che Forza Italia si preoccupi dell’ambiente. Peccato però che Berlusconi ha dichiarato nella presentazione dei suoi otto punti programmatici di piantare meno alberi di quelli previsti nel Pnnr e dagli impegni del G20. Nel PNRR sono già previsti 330 milioni di euro di stanziamento per piantare un totale di 6,6 milioni di alberi per le 14 città metropolitane: 1.65 milioni di piante entro la fine dell’anno e la parte restante entro il dicembre 2024”.

E siccome è già campagna elettorale per tutti, à la guerre comme à la guerre: “Obiettivi ambiziosi, condivisibili e necessari quelli del PNNR e del G20, che il Movimento 5 Stelle negli anni ha fatto propri piantando decine di migliaia di alberi attraverso l’iniziativa “Alberi per il futuro”, spiega Fontana, e rilancia: “Ogni voto al Movimento contribuirà sicuramente a garantire decine di nuovi alberi”. A conti fatti, la campagna elettorale vede Berlusconi già indietro di parecchi milioni di alberi. Che per sua fortuna non votano.

Una nuova “giovinezza” gli dà il vento in poppa e la prospettiva di tornare nel Senato che lo aveva espulso nel 2013 a causa della condanna definitiva per frode fiscale con l’interdizione ai pubblici uffici per due anni. Anche allora decise di far cadere il governo di Enrico Letta, come ha fatto il 20 luglio, per ragioni opposte. E come allora i ministri di Forza Italia Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello abbandonarono il loro storico leader troppo spinto da cupi propositi di vendetta, così oggi hanno fatto Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Mara Carfagna. Sullo strappo che ha determinato la crisi di governo “non c’è stato nessun concorso del centro-destra”.

Silvio Berlusconi lancia la campagna elettorale e cerca di addossare per intero ai % Stelle la responsabilità di una crisi di governo che può essere equamente ascritta a M5S, Forza Italia e Lega: “Noi siamo stati sempre i più leali sostenitori del governo Draghi.”, ha detto Berlusconi. ” Era un governo di unità nazionale che noi per primi (in realtà era stato Matteo Renzi, ndr) avevamo proposto per far fronte alle emergenze del Paese. Sono stati i Cinque Stelle a mettere in crisi il governo, ancora una volta, rifiutando di votare un provvedimento davvero essenziale per gli italiani”, ha dichiarato al Tg5, ovvero in casa propria.

Il tempo passa, ma la faccia tosta del leader di Forza Italia è quella di sempre.

Giulia Cortese