28 Settembre 2022

Myanmar, tornano le condanne a morte

Non accadeva dal 1998

Il regime militare che ha preso il potere nel febbraio 2021 ha annunciato di aver eseguito 4 condanne a morte contro attivisti per la democrazia. Non accadeva dal 1988. I condannati erano Ko Jimmy, noto per il suo attivismo contro la giunta militare del paese durante le rivolte studentesche del 1988, Phyo Zeya Thaw, un’ex star dell’hip-hop diventato legislatore della National League for Democracy, che accompagnava spesso la leader politica birmana Aung San Suu Kyi. Meno si sa degli altri due attivisti: Hla Myo Aung e Aung Thura Zaw. L’esercito birmano, inoltre, ha costellato di mine anti persona lo stato di Kayah, il che ha spinto Amnesty International ad accusarli di crimini di guerra

Era dal 1988 che non venivano eseguite condanne a morte in Myanmar, conosciuto anche come Birmania. Lunedì 25 luglio, tuttavia, l’esercito che ha effettuato un colpo di stato e preso il potere il 1° febbraio 2021, ha reso nota l’uccisione di 4 persone. Ad essere uccisi, 4 attivisti per la democrazia.

Chi erano i condannati a morte

Come riporta la BBC, i condannati a morte erano Ko Jimmy, 53 anni, un veterano dell’88 Generation Students Group, un movimento pro-democrazia birmano noto per il suo attivismo contro la giunta militare del paese durante le rivolte studentesche del 1988. Lui, insieme a sua moglie, la collega attivista Nilar Thein, erano considerati alcuni dei pionieri del movimento pro-democrazia. Quando i monaci hanno guidato le proteste contro il regime nel 2007, Ko Jimmy e sua moglie avevano mobilitato attivisti e manifestanti delle proteste del 1988 per partecipare. Aveva scontato più periodi in prigione per il suo attivismo, prima di essere rilasciato nel 2012. Era stato poi arrestato nell’ottobre dello scorso anno dopo essere stato accusato di aver nascosto armi e munizioni in un appartamento a Yangon e di essere stato un “consigliere” del governo di unità nazionale. Phyo Zeya Thaw, 41 anni, era un’ex star dell’hip-hop diventato legislatore della National League for Democracy. La sua band Acid aveva pubblicato il primo album hip-hop in assoluto del Myanmar, con i suoi testi che trasportano attacchi velati ai militari che hanno attirato l’ira della giunta. A poco a poco è diventato uno stretto alleato dell’icona pro-democrazia Aung San Suu Kyi, la leader politica birmana agli arresti domiciliari da subito dopo il colpo di stato, e spesso l’aveva accompagnata nei suoi incontri internazionali con i leader mondiali. Era stato arrestato a novembre per presunti reati antiterrorismo. Meno si sa degli altri due attivisti: Hla Myo Aung e Aung Thura Zaw. Sono stati condannati a morte per aver ucciso una donna che era una presunta informatrice della giunta. Tutti, comunque, sono stati accusati di aiutare un movimento di resistenza civile che ha combattuto i militari dal colpo di stato dello scorso anno e dalla sanguinosa repressione delle proteste a livello nazionale. Le quattro persone erano accusate di terrorismo per aver sostenuto la resistenza al colpo di stato con cui, a febbraio del 2021, la giunta militare aveva preso il potere e instaurato il suo attuale regime. La giunta militare non ha dato dettagli su quando e come sono state eseguite le condanne a morte: secondo alcuni commentatori i quattro oppositori potrebbero essere stati impiccati, come successo in passato in Myanmar. Le condanne a morte erano arrivate dopo processi segreti avvenuti in gennaio e aprile.

Le reazioni dei famigliari

La leader pro-democrazia Aung San Suu Kyi era molto triste dopo aver appreso la notizia, ha detto una fonte al servizio birmano della BBC, ma non ha voluto rilasciare commenti. La madre di Zaya Thaw dice che non le è stato detto quando esattamente suo figlio sarebbe stato giustiziato, aggiungendo che di conseguenza non è stata in grado di fare i piani funebri tradizionali adeguati. “Quando ci siamo incontrati su Zoom venerdì scorso, mio figlio era sano e sorridente. Mi ha chiesto di inviare i suoi occhiali da lettura, il dizionario e dei soldi da usare in prigione, quindi ho portato quelle cose in prigione oggi”, ha detto Khin Win May al Servizio birmano della BBC. “Ecco perché non pensavo che lo avrebbero ucciso. Non ci credevo.” Nel frattempo, la sorella di Ko Jimmy – il cui vero nome è Kyaw Min Yu – aveva detto in precedenza che dovevano ancora ricevere i corpi. Le famiglie hanno tutte presentato richieste di informazioni sulle esecuzioni. Il quotidiano di stato Global News Light of Myanmar ha affermato che i quattro uomini sono stati giustiziati perché “hanno dato direttive, preso accordi e commesso cospirazioni per atti terroristici brutali e disumani”

Il colpo di Stato in Myanmar

I militari hanno preso il potere il 1° febbraio 2021, affermando che i risultati delle elezioni generali che avevano visto il partito politico di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace e leader della National League for Democracy, vincere con una valanga di voti erano truccati – un’accusa che i funzionari della commissione elettorale hanno negato, dicendo che non c’erano prove di frode. Dopo il colpo di stato, Aung San Suu Kyi è stata detenuta agli arresti domiciliari e schiaffeggiata con una litania di accuse che vanno dalla corruzione alla violazione dei segreti ufficiali del Paese, che potrebbero vederla scontare una condanna fino a 150 anni. L’Associazione di assistenza ai prigionieri politici (AAPP), che tiene un bilancio delle persone uccise, incarcerate o detenute dai militari, afferma che 14.847 persone sono state arrestate dal colpo di stato, con una stima di 2114 uccise dalle forze armate.

Le mine anti persona

Oltre alle esecuzioni capitali, nel maggio 2021 si è riacceso il conflitto tra l’esercito birmano e i gruppi armati dell’etnia karenni. Le forze armate di Myanmar hanno fatto uso massiccio di mine anti persona all’interno di almeno 20 villaggi e nei loro dintorni dello stato di Kayah, il che ha spinto Amnesty International ad accusarli di crimini di guerra, dopo la pubblicazione di una nuova scioccante ricerca pubblicata il 20 luglio. Le mine antipersona sono armi inerentemente indiscriminate e vietate a livello internazionale. Oltre a causare morti e feriti nell’immediato, la loro presenza sul terreno come ordigni inesplosi può avere effetti nel lungo periodo: non solo possono causare nuove vittime, ma rendere impossibili allevamenti e coltivazioni. Un Trattato del 1997, cui hanno aderito 164 stati, vieta il loro uso, ma è evidente che l’esercito del Myanmar ha dato più volte prova di infischiarsene. Secondo Landmine Monitor, nel 2020-21 il Myanmar è stato l’unico stato al mondo le cui forze armate hanno usato le mine antipersona. Per aggirare gli ovvi divieti di esportare armi proibite, l’esercito di Myanmar se le produce in casa. Le più usate sono le M-14 e le MM-2, queste ultime di maggiore potenza dato che possono esplodere all’altezza del ginocchio e anche altrove, causando mutilazioni e anche la morte per dissanguamento.