25 Settembre 2022

The World’s 50 Best Restaurants – 6 ristoranti sono italiani

Migliori ristoranti del mondo: 6 sono italiani 

Sono 6 i ristoranti italiani ad essere inclusi nella classifica completa dei migliori ristoranti presentati nella The World’s 50 Best Restaurants  

I nomi più importanti del mondo della ristorazione si sono riuniti a Londra per celebrare i The World’s 50 Best Restaurants Awards 2022, sponsorizzati da S.Pellegrino & Acqua Panna. A presentare l’importante cerimonia è stato Stanley Tucci, che ha premiato l’eccellenza gastronomica di 24 paesi presenti in cinque continenti.  

Il miglior ristorante è il Geranium, ma l’Italia è nella top 10 

Ristorante gourmet danese, situato a Parken, nel centro di Copenaghen, è stato nominato il miglior ristorante del mondo. Patron del vincitore è lo chef danese Rasmus Kofoed, che ha vinto il Bocuse d’Or nel 2011. Geranium è stato il primo ristorante danese a vincere tre stelle Michelin nel 2016. 

Anche l’Italia è presente nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo. E occupa quest’anno 6 posizioni, due in più rispetto a quello precedente.  Proprio nella top 10, e in particolare all’ottava posizione, troviamo Lido 84 di Riccardo Camanini a Gardone Riviera (che guadagna 7 posizioni rispetto al 2021).

Dal contorno suggestivo, situato ai nei pressi dello splendido Lago di Garda, Lido 84 è un posto da visitare oltre che per la sua cucina, anche per una location che offre viste mozzafiato sul lago. Cibo e ospitalità hanno un ruolo fondamentale, resi possibili dai fratelli Riccardo e Giancarlo Camanini.

Dopo aver vinto il One To Watch Award nel 2019 – come riporta il sito ufficiale – ha debuttato nella lista dei 50 migliori ristoranti del mondo nel 2021 al numero 15, ottenendo il premio Highest New Entry”. 

Per quanto riguarda il menu, i piatti principali si concentrano sui prodotti del Lago di Garda e dei pascoli della regione. I piatti più noti sono la Torta di Rose, una torta leggera con i limoni del Garda e la parmigiana di melanzane. Non manca poi la cacio e pepe e un piatto di rigatoni cucinato dentro una vescica di maiale con pecorino e succhi di vescica, servito a tavola in stile teatrale. 

Le Calandre di Massimiliano Alajmo a Rubano in decima posizione

Le Calandre, situato nella città veneta di Padova, ha alle spalle grandi tradizioni della famiglia Alajmo. Il ristorante, fondato nel 1981 da Erminio Alajmo e Rita Chimetto, ha raggiunto la scena internazionale nel 2003 grazie ai figli dei fondatori Max e Raf.  Le Calandre è un vero e proprio laboratorio culinario dello chef Max Alajmo, che offre una cucina dalle radici regionali e al contempo raffinata e originale. Nel 2003, il ristorante ha ottenuto lo status di tre stelle Michelin, facendo di Max lo chef più giovane del mondo ad aver ricevuto questo riconoscimento. 

Uliassi di Mauro Uliassi è al dodicesimo posto 

Uliassi, a Senigallia si piazza solo due posti sotto al ristorante dello chef Massimiliano Alajmo, alla 12esima posizione. 
Situato tra il porto turistico e la spiaggia di Senigallia, Uliassi è noto anche per la sua meravigliosa struttura in legno bianco affacciata sul mare grazie a un balcone con vista. La location dello chef Mauro e la sorella Catia Uliassi offre un menu che comprende una serie di proposte come la finta oliva ascolana, una cialda di foie gras e un crostino con acciughe fresche, un gambero rosso condito con i succhi della testa, zenzero, arancia e cannella, e spaghetti con olive nere, eucalipto e friggitelli. 

L’offerta culinaria, come riporta il sito ufficiale della classifica, è oggi una rinomata istituzione per i buongustai di tutto il mondo. Cucina che riesce a destreggiarsi tra piatti classici e piatti innovativi. Questo grazie all’Uliassi Lab: uno sforzo creativo che coinvolge tutto il team, che ogni anno negli ultimi mesi si riunisce per proporre nuove ed entusiasmanti idee. 

Quindicesimo posto per Reale di Niko Romito, Castel di Sangro

Un ristorante che pone grande enfasi sul mondo delle piante, con uno stile di cucina che punta a lasciare gli ospiti sbalorditi. Il cibo, come riportato, è il risultato di una profonda ricerca tecnica, che vede per ogni ingrediente l’espressione di tutte le sue possibili sfumature, analizzate per trovare il potenziale ottimale per ogni combinazione.  

I piatti forti sono “Carota”, “Zucchina”, “Cavolfiore” (a seconda del periodo dell’anno), che consistono in molto di più oltre i loro nomi modesti. Inoltre il piatto “Anguria e Pomodoro”, dai colori vivaci, è un vero e proprio omaggio alla stagione estiva mentre la trota, con mandorle e alloro, rende omaggio all’Abruzzo e al fiume Sangro. 

Gli altri ristoranti italiani nella classifica 

Alla 19esima posizione troviamo Piazza Duomo situata ad Alba di Enrico Crippa, una posizione più in basso rispetto allo scorso anno.

La cucina di Enrico Crippa, si legge nella classifica, è un viaggio nello spazio e nel tempo, guidato da gusto, colore, consistenza e profumo. I suoi ultimi menu mostrano la confluenza di due idee cardine: il rapporto con gli ingredienti e il loro territorio e l’esplorazione di nuove frontiere attraverso una sintesi creativa di gusto e tecnica, con cenni al futuro. I piatti serviti eliminano tutto il superfluo e fanno risplendere gli ingredienti principali, senza interruzioni. Noto piatto della cucina di Piazza Duomo sono le lumache con polenta, allevate dai monaci benedettini. 

Ad occupare infine un posto nella classifica troviamo il St. Hubertus a San Cassiano al 29esimo posto. Ristorante dove lo chef Norbert Niederkofler seleziona prodotti provenienti esclusivamente dalle montagne delle Dolomiti. 

La sua scelta di affidarsi solo ai prodotti locali non è una scorciatoia: “essere fedeli al luogo in cui si vive è molto più difficile che prendere gli ingredienti da qualsiasi luogo”, ha spiegato Niederkofler a 50Best. Per Niederkofler, il cibo ha un ruolo sociale così potente che il suo team cena sempre insieme, con il pasto del personale selezionato ogni giorno dal piatto preferito di un membro del team diverso. 

Tra i piatti forti troviamo la tartare di trota, i ravioli all’ortica e la tempura di fieno con gelato Graukäse.