25 Settembre 2022

Cile, giustizia per Gustavo Gatica

Lo studente è stato reso cieco dai Carabineros

Gustavo Gatica è una delle oltre 400 persone che hanno subito traumi oculari permanenti durante la rivolta che si è svolta in Cile nel 2019. Gustavo è rimasto cieco per l’impatto dei pallini di fucili antisommossa carichi di munizioni a impatto cinetico multiplo, che sono stati utilizzati in modo praticamente incontrollato e indiscriminato nella dura repressione eseguita dai Carabineros. A spsarargli è stato un alto funzionario delle forze di polizia dei Carabineros, identificato dal suo nome in codice G-3, che è stato arrestato ma è ancora in attesa di processo

Gustavo Gatica è una delle oltre 400 persone che hanno subito traumi oculari permanenti durante la rivolta che si è svolta in Cile nel 2019, cominciata il 7 ottobre e terminata solo nel 2020 per lo scoppio della pandemia di Coronavirus e il conseguente lockdown. I giovani che erano scesi in piazza tutti i giorni si chiusero in casa come il resto del mondo per proteggere le persone più indifese, gli anziani delle loro famiglie, per i quali dicevano di lottare. Le loro madri e padri, i loro nonni e nonne avevano già subìto, infatti, la dittatura di Pinochet e i loro figli e nipoti non volevano che ciò avvenisse di nuovo con il governo di Sebastian Piñera, che reprimeva e rendeva povera la popolazione. Durante gli scontri morirono oltre 20 persone e oltre 400 sono state rese cieche ad un occhio o ad entrambi. I Carabineros, polizia del Cile chiamata in gergo “los pacos”, ovvero gli sbirri, puntavano volontariamente agli occhi per ferire i bulbi oculari. Gustavo Gatica è uno di loro, rimasto cieco ad entrambi gli occhi. Era l’8 novembre del 2019, un mese dopo l’inizio della protesta, quando Gustavo Gatica venne colpito a entrambi gli occhi, mentre migliaia di persone manifestavano e i Carabineros reprimevano sparando sulla folla. Le autorità, infatti, hanno risposto con repressione violenta e criminalizzazione, uso eccessivo della forza e uso discriminatorio e sproporzionato della custodia cautelare. Venne dichiarato lo stato di emergenza e l’esercito è stato schierato nelle strade insieme alla polizia militare, i feroci Carabineros. Il nuovo governo di Gabriel Boric aveva promesso di riformare o di eliminare l’istituzione dei Carabineros, ma tra le delusioni che questo nuovo governo porta con sé c’è anche quella di non aver mantenuto questa promessa. A rendere cieco Gustavo Gatica, come altri giovani, l’impatto dei pallini di fucili antisommossa carichi di munizioni a impatto cinetico multiplo, che sono stati utilizzati in modo praticamente incontrollato e indiscriminato. In numerose occasioni queste munizioni sono state utilizzate contro manifestanti che non stavano mettendo a rischio la vita di nessuno. Gli agenti hanno sparato su parti del corpo in  cui avrebbero potuto causare lesioni gravi e persino mortali, come la testa e il torace. Durante le proteste, anche i gas lacrimogeni sono stati usati in modo sproporzionato per disperdere le persone e sparati con dei lanciagranate. In più occasioni, il contenitore è stato sparato direttamente sui corpi delle persone per causare lesioni e non come strumento di dispersione.

Chi ha sparato a Gustavo Gatica

La differenza con molti dei feriti ai bulbi oculari è che si sa chi ha sparato a Gustavo Gatica, ovvero un alto funzionario delle forze di polizia dei Carabineros, identificato dal suo nome in codice G-3, che è stato arrestato e accusato due mesi dopo che Amnesty International aveva pubblicato prove che suggerivano che fosse responsabile dell’accecamento di Gustavo Gatica. È ancora in attesa di processo. Amnesty International chiede di garantire giustizia per Gustavo non solo identificando e perseguendo le persone direttamente responsabili delle sue ferite, ma anche individuando e perseguendo tutti quei sospettati di responsabilità penale i cui ordini e omissioni hanno consentito il verificarsi della diffusa violazione del diritto all’integrità personale nonché l’attacco di Gustavo.

L’appello di Amnesty International

In un appello lanciato su internet, Amnesty International chiede giustizia per Gustavo Gatica con un appello diretto al Procuratore Nazionale. Gli eventi che hanno reso cieco Gustavo sono avvenuti nel contesto dei disordini sociali e della più ampia repressione delle proteste nel paese, durante le quali Amnesty International ha riscontrato prove di diffuse violazioni dei diritti umani perpetrate principalmente dalla polizia cilena e l’omissione da parte dei comandanti di fermare questi abusi. Il rapporto “Eyes on Chile” concludeva che le azioni e le omissioni del Direttore Generale, al momento degli eventi, e dell’attuale Direttore Generale, che ricopriva la carica di Direttore per l’Ordine e la Sicurezza, durante gli eventi, dovrebbero essere indagate. “Dopo più di due anni di indagini al riguardo – recita l’appello – Le chiediamo di garantire giustizia per Gustavo non solo identificando e perseguendo le persone direttamente responsabili delle sue ferite, ma anche individuando e perseguendo, in conformità con il diritto internazionale e a condizione che ci siano prove adeguate e sufficienti, tutti quei sospettati di responsabilità penale i cui ordini e omissioni hanno consentito il verificarsi della diffusa violazione del diritto all’integrità personale nonché l’attacco di Gustavo”.