28 Settembre 2022

Incendi in Italia, nel 2021 incremento record

Il rapporto presentato da Legambiente ha mostrato come nello scorso anno gli incendi sono aumentati del 1585 rispetto al 2020

Le regione del centro sud quelle più interessate dal fenomeno

Una nazione in fiamme, soprattutto nel meridione, la zona più incendiata del Paese. Il rapporto “Italia in fumo”, pubblicato da Legambiente sul fenomeno degli incendi nella penisola ha fornito numeri inequivocabili sui roghi nello stivale. Lo scorso anno 159.437 ettari di terreno sono stati colpiti dalle fiamme. Un fenomeno che ha visto un incremento notevole rispetto al 2020: +158%. Gli incendi che hanno colpito l’Italia da nord a sud, secondo Legambiente, sono stati spesso di natura dolosa e criminale, provocati per fini speculativi oppure con intento vendicativo contro la pubblica amministrazione. Le condizioni climatiche estreme degli ultimi tempi, come il caldo torrido, l’emergenza idrica e la siccità hanno contribuito ad aggravare la situazione. Nello specifico il numero di reati segnalati rispetto al fenomeno degli incendi è di 5385, in aumento del 27,2% rispetto al 2020, mentre sono 658 le persone che sono state denunciate, +19,2% rispetto allo scorso anno. I sequestri invece ammontano a 107, incrementati del 35,4% rispetto al 2020. 16 le persone che sono state arrestate, due in meno rispetto all’anno precedente.

Anche i numeri del 2022 sono drammatici. Legambiente, grazie ai dati forniti dall’EFFIS, ha stimato in 26.270 gli ettari bruciati quest’anno fino al 15 luglio. Mentre 32.291 sono gli interventi registrati dai Vigili de Fuoco per incendi boschivi e nelle aree urbane e rurali tra il 15 giugno e il 15 luglio di quest’anno. Anche per questa casistica c’è stato un incremento di 4040 casi rispetto allo scorso anno.

Roghi aumentati dal 2008 a oggi

Anche i dati relativi agli ultimi 14 anni sono preoccupanti. Legambiente, con l’elaborazione delle cifre forniti da EFFIS, dal 2008 al 2021 ha potuto notare come in questo arco temporale una superficie di 723.924 ettari, grande quasi come l’Umbria, è stata colpita dagli incendi.

L’associazione ambientalista ha segnalato come l’attività di prevenzione degli incendi non ha funzionato efficacemente in alcune regioni. E ha ricordato come nel centro-sud il presidio del territorio e il lavoro di investigazione vadano migliorati. Legambiente ha spiegato infatti come a essere colpiti dai roghi siano soprattutto le aree protette e i siti della rete Natura 2000. Un sistema di aree destinate alla conservazione della diversità biologica e alla tutela di una serie di habitat e specie animali e vegetali.

Le regioni più toccate dagli incendi

La Sicilia, con 81.590 ettari di terreno colpiti dalle fiamme risulta essere la regione più interessata dal fenomeno. L’isola da sola ha raggiunto il 51,3% del totale nazionale delle superfici colpite dai roghi, mentre i reati ammontano a 993. Seconda in classifica la Calabria con 35480 ettari incendiati e 553 illeciti. Terza la Campania con 5564 ettari bruciati e 553 crimini. Quarta la Puglia con 3660 ettari danneggiati dalle fiamme e 601 reati. In queste quattro regioni hanno preso fuoco il 79,1% delle superfici a livello nazionale.

Gli incendi nei siti di Natura 2000

Particolarmente drammatico, secondo Legambiente, il bilancio dei roghi che hanno colpito le aree di Natura 2000 e quelle protette. In totale dal 2008 al 2021 sono andati in fumo 250.000 ettari. Il 93% delle aree colpite dalle fiamme si trovano in Sicilia, Sardegna, Campania, Calabria, Lazio e Puglia. Solo nella regione più a sud in Italia sono stati segnalati il 51% degli incendi. Se si considerano anche le fiamme che hanno colpito le superfici di Sardegna e Campania si arriva al 73% dei casi.

Le aree protette colpite negli ultimi 14 anni dalle fiamme hanno raggiunto invece la superficie di 107.670 ettari. Nel complesso sono stati registrati 950 incendi che hanno interessato 118 zone protette, peri al 13,55% del totale delle superfici tutelate in Italia. Anche in questo caso la Sicilia è stata la regione più colpita, con il 40% del totale dei terreni a livello nazionale e il sud il quadrante più interessata dal fenomeno. Se ai roghi dell’isola vengono sommati quelli di Calabria e Campania si raggiunge il 78% del totale. Con l’aggiunta di quelli che sono stati registrati in altre quattro regioni: Lazio, Puglia, Abruzzo e Piemonte, si raggiunge il 97% delle aree interessati da eventi incendiari all’interno delle aree protette italiane. Se si concentrassero gli sforzi i roghi potrebbero essere contenuti. Ma occorre una politica lungimirante.

Marco Orlando