28 Settembre 2022

La Colombia ha perso più di 40mila ettari di foresta in soli 46 giorni

Tra bisboscamento e incendi i dati sono da record

Secondo il  Monitoraggio della perdita di copertura vegetale della  Fondazione per la conservazione e lo sviluppo sostenibile, FCDS, la Colombia ha perso 40.650 ettari di foresta in appena un mese e mezzo, dal 1° gennaio al 15 febbraio. Il disboscamento e gli incendi, in particolare quelli dolosi, servono o sono la conseguenza delle coltivazioni ad uso illecito, dell’allevamento estensivo, dell’apertura di strade abusive, dell’apertura di grandi lotti per l’allevamento estensivo e della pressione esercitata dalle colture agroindustriali e della presenza di compagnie petrolifere

Il danno ambientale che si sta perpetrando nell’Amazzonia colombiana  non ha eguali. Tra disboscamento e incendi, nel primo mese e mezzo dell’anno si sono raggiunti dei record inquietanti. Ogni giorno ci sono più notizie del danno ambientale che colpisce e colpirà gravemente il nostro pianeta, tuttavia, pochissimi paesi hanno assunto responsabilmente questi fenomeni e continuano a lamentare la perdita di gran parte dei loro ecosistemi. Uno di questi paesi è la Colombia, questo nonostante le sfide proposte dal governo del presidente uscente, Iván Duque. Secondo il Monitoraggio della perdita di copertura vegetale della Foundation for Conservation and Sustainable Development, ovvero la Fondazione per la conservazione e lo sviluppo sostenibile, FCDS, la Colombia ha perso 40.650 ettari di foresta in appena un mese e mezzo. ” Tra il 1 gennaio e il 15 febbraio 2022 – si legge nel raporto – il Paese avrebbe perso 40.650 ettari di foresta concentrati  nella parte occidentale della regione amazzonica, con persistenti focolai di deforestazione registrati negli ultimi 4 anni. Durante i primi 46 giorni di quest’anno, la perdita di foreste è stata registrata anche ad Antioquia e a sud di Bolívar, nonché principalmente nel nord del dipartimento di Chocó”. Secondo il monitoraggio della FCDS, i dipartimenti più colpiti sono Caquetá, con 13.153 ettari persi (32,36%), Meta, con 11.156 ettari persi (27,45%), Guaviare, con 8.382 ettari persi (20,62%) e Putumayo, con 4.415 ettari persi (10,86%). Le foreste in questa zona hanno subìto danni come mai prima d’ora, anche perché questa stagione è la più bassa delle precipitazioni, il che facilita i processi di deforestazione e incendi. La deforestazione è la conseguenza delle coltivazioni ad uso illecito, dell’allevamento estensivo, dell’apertura di strade abusive, dell’apertura di grandi lotti per l’allevamento estensivo, della pressione esercitata dalle colture agroindustriali e della presenza di compagnie petrolifere. La Foundation for Conservation and Sustainable Development sottolinea che Amazonas ha perso 489 ettari tra gennaio e febbraio, ovvero l’1,74%, mentre Antioquia ha perso il 6,97%. “ A San Vicente del Caguán e Cartagena del Chairá, con 221 ettari tagliati al giorno, si concentra la metà della deforestazione quotidiana del Paese” . 

Gli incendi destano preoccupazione anche nel Paese

Per quanto riguarda gli incendi, invece, la Fondazione per la conservazione e lo sviluppo sostenibile ha anche monitorato gli allarmi antincendio avvenuti tra gennaio e febbraio di quest’anno. “La qualità dell’aria che milioni di colombiani respirano è stata influenzata nei mesi di gennaio e febbraio in gran parte a causa dei 50.571 incendi, registrati grazie agli allarmi antincendi, che si sono perpetrati nelle foreste colombiane nei primi due mesi dell’anno. Quest’anno la concentrazione degli incendi è stata presente per la maggior parte nelle regioni dell’Amazzonia e dell’Orinoco, su aree vecchie e recentemente disboscate. Anche questa pratica ha lo scopo di preparare il terreno per le attività agricole o per l’appropriazione illegale di terreni”, afferma il rapporto. Secondo la fondazione, solo in quel periodo sono state registrate 50.571 allerte antincendio, la maggior parte dei quali nel dipartimento di Meta, che è al primo posto con 11.872 casi, seguito da Vichada con 8.781, Caquetá con 8.709, Casanare con 2.458 e Putumayo con 1.935. Come si legge nel rapporto Monitoraggio della perdita di copertura vegetale:

“Questa cifra allarmante supera di gran lunga quella evidenziata nel 2018, anno che ha avuto il record doloroso con il maggior numero di roghi, quando sono stati registrati 36.727 allarmi incendi nelle foreste colombiane. Quest’anno la concentrazione degli incendi è stata presente soprattutto a Meta, Vichada, Caquetá e Guaviare con 34.803 allarmi antincendio, che hanno rappresentato il 68,8% del totale nazionale. Questa pratica ha lo scopo di preparare il terreno per attività agricole o per appropriazione illegale di terreni ” .

Nel rapporto si afferma che gli allarmi antincendio avevano spazio in 694 comuni del Paese, concentrando il 50% dei 50.571 allarmi antincendio in otto comuni: Cumaribo (5.796), San Vicente del Caguán (3.808), La Macarena (3.663), Puerto Gaitán (3.010), Cartagena del Chairá (2.839), San José del Guaviare (2.529), Mapiripán (2.098) e La Primavera (1.551). Tutti si trovano nell’Amazzonia colombiana.