28 Settembre 2022

Aceto balsamico, finalmente l’Italia si muove

Richiesta la procedura d’infrazione contro la Slovenia che commercializza prodotto dal nome analogo. Il Consorzio di tutela chiedeva il provvedimento da tempo.

Il ministro Patuanelli ha reso l’informativa in sede di Consiglio dei ministri in relazione alla delicata questione ed alla trattativa con Lubiana, non andata finora a buon fine.

Il Governo Italiano ha attivato la procedura d’infrazione, ex art. 259 TFUE, nei confronti della Slovenia, a tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. La notizia era attesa da mesi dal Consorzio di tutela ed è divenuta realtà solo pochissimi giorni or sono. L’Avvocatura dello Stato ha avuto mandato di procedere al fine di tutelare una volta per tutte non soltanto l’Aceto Balsamico di Modena IGP, ma l’intero sistema delle DOP e delle IGP, che avrebbe potuto trovarsi verosimilmente a rischio se la linea della Slovenia – che di fatto ha violato un regolamento europeo – non fosse stata impugnata per ristabilire l’ordine giuridico delle cose e dunque si fosse lasciato correre quello che si presenta come un pericoloso precedente. 

Procedura d’infrazione, la posizione del Consorzio di tutela

La reazione della Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, Mariangela Grosoli, non si è fatta attendere; “la notizia che arriva dal Consiglio dei Ministri ci rinfranca e solleva il morale, poiché conferma il supporto ed il pieno sostegno del Governo al nostro fianco. Dopo mesi di attesa e preoccupazione, finalmente vediamo uno spiraglio di luce: dobbiamo solo attendere i tempi tecnici per lo svolgimento delle procedure interne che nell’arco dei prossimi mesi porteranno alla formalizzazione del ricorso, per il resto siamo certi che questa decisione possa finalmente portare ad una risoluzione del problema”. 

Il primo passo dopo l’attivazione della procedura d’infrazione sarà una fase di consultazione presso la Commissione Europea, a cui farà poi seguito, qualora si rendesse necessario, l’azione presso la Corte di Giustizia dell’UE. Intanto lo sprint finale – avevamo già trattato la delicata vicenda – è partito, grazie all’informativa presentata nel pomeriggio di giovedì 5 agosto dal Ministro Patuanelli al Consiglio dei Ministri.  

Dalla prima denuncia dell’infrazione da parte della Slovenia – a inizio del 2021 – sono state molteplici le dichiarazioni a sostegno del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, con l’impegno di farsi portavoce con il Governo affinché venisse attivata la procedura d’infrazione, extrema ratio per veder tutelati i diritti della denominazione che rappresenta una fetta molto importante del made in Italy agroalimentare, stimato nel suo complesso con un valore economico di circa 17 miliardi di euro.  

Aceto balsamico Igp, non solo Made in Italy

La questione si è innescata solo quando il Governo sloveno ha notificato alla Commissione Europea una norma tecnica nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli Aceti che, oltre a porsi in netto contrasto con gli standard comunitari e con il principio di armonizzazione del diritto europeo, cerca di trasformare la denominazione “aceto balsamico” in uno standard di prodotto. Come se balsamico fosse solo un aggettivo, come “dietetico”, “alcolico” o altro, quando invece esprime la caratterizzazione del prodotto. L’operazione era improvvida, illegittima e vieppiù in contrasto con i regolamenti comunitari che tutelano DOP e IGP e disciplinano il sistema di etichettatura e informazione del consumatore. Da allora non si erano avute risposte concrete e con la prima procedura non andata a buon fine, di fatto circa un anno fa la norma tecnica slovena è entrata in vigore con i rischi che ne conseguono per il sistema delle DOP e delle IGP europee, a quel punto di fronte ad un pericoloso precedente. 

Il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, forte del ruolo istituzionale ed identitario che ricopre, si è attivato in tutte le sedi possibili, raccogliendo all’unisono il supporto del Comitato Agricolo delle Regioni, del Mipaaf, dell’Avvocatura dello Stato, di Origin Italia, Origin Europa e Federvini. 

A quel punto – le parole del Presidente Grosoli – non restava che attendere l’avvio ufficiale della procedura e seguirne le diverse fasi previste dalle normative europee. Nel mentre, mi preme ringraziare a nome del Consorzio, tutti coloro che all’interno delle Istituzioni negli ultimi mesi si sono spesi a difesa della nostra causa, in primis il Ministro Patuanelli che si fatto carico di presentare l’informativa in CdM, ma anche il Sottosegretario Sen. Centinaio, l’Avvocatura di Stato ed il Sottosegretario di Stato agli Affari Europei Dott. Vincenzo Amendola, senza dimenticare la Deputata On. Fiorini, in prima linea fin dalla prima ora come anche il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e l’Assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi”.

Il ruolo del ministro Patuanelli 

Il ministro aveva ripetutamente chiesto alla Presidenza del Consiglio di inserire all’ordine del giorno l’avvio del ricorso alla Corte di Giustizia Ue, come previsto dall’ex art. 259 del TFUE, in caso del venir meno del principio di leale collaborazione tra gli Stati membri e del rispetto delle comuni norme. 

Ricordiamo che il procedimento va a beneficio di tutti poiché a rischio è non solo l’aceto balsamico a denominazione, che rientra tra le prime cinque denominazioni italiane per valore, fatturato ed export, ma tutto il sistema delle Dop e Igp dal valore di 17 miliardi in Italia e 75 miliardi in Europa.

Se si cede sulla tutela di un prodotto, si mette a rischio il Made in Ue nel suo complesso, dal Prosecco allo Champagne. E probabilmente questa sarà la leva politica che smuoverà la situazione.