25 Settembre 2022

2001: Odissea nello spazio, anniversario di un capolavoro che ha cambiato la storia del cinema

Genesi di un capolavoro

Il 21 febbraio del 1965 in un’intervista sul New York Times, Stanley Kubrick e Arthur Clarke annunciano il loro progetto: stanno scrivendo un romanzo di fantascienza che verrà adattato alla sceneggiatura di un nuovo film, finanziato e distribuito dalla MGM.

L’inizio delle riprese è fissato per il 15 agosto negli studi di Borehamwood e in varie location inglesi, oltre che svizzere, tedesche, americane e africane. L’uscita del film è preventivata per l’autunno del 1966. Contrariamente a quanto immaginato, le tempistiche si allungano notevolmente e il film vede l’alba della sua prima proiezione di prova soltanto il 31 marzo del 1968. All’evento è presente anche Clarke che «nonostante cerchi di fare del suo meglio per dissimulare le emozioni, è visibilmente scosso e disorientato». La sorpresa è grande per lo scrittore, che si sarebbe aspettato un lavoro diverso, ma anche per la MGM che fino a quel momento conosce assai poco della realizzazione di questo film, oltre che per il pubblico di critica presente in sala che rimane esterrefatto dall’originalità senza precedenti di questo capolavoro.  

Un’opera monumentale

2001: Odissea nello spazio è un’opera monumentale, colossale, rivoluzionaria, controversa, costata all’epoca ben 12 milioni di dollari, che ne frutterà 17 volte tanti, e che nel corso del suo lungo processo di creazione è sottoposta da parte di Kubrick a numerosi ripensamenti e dietro front, talvolta anche dell’ultimo minuto, a partire dal suo titolo, inizialmente annunciato come Journey Beyond the Stars («Viaggio oltre le stelle»), che viene cambiato all’inizio delle riprese, con la precisa volontà di creare un collegamento con l’Odissea omerica: «Abbiamo pensato che per i greci le vaste distese del mare dovevano rappresentare lo stesso tipo di mistero e di lontananza che lo spazio rappresenta per la nostra generazione, e che le isole remote visitate dai meravigliosi personaggi di Omero per loro non fossero meno lontane di quanto lo sono per noi i pianeti su cui atterreranno presto i nostri astronauti». Le musiche vengono a loro volta riconsiderate e cambiate radicalmente più volte nel corso della realizzazione del film con un lavoro meticoloso e maniacale da parte di Kubrick. Nell’agosto del 1967 Christiane, sua moglie, nel corso di un ascolto di un programma radiofonico della BBC, sente un’esecuzione del Requiem di György Ligeti e, ritenendo che quella musica fosse semplicemente perfetta per 2001: Odissea nello spazio, suggerisce a Kubrick di mettersi alla ricerca di quel brano.  


L’odissea per la ricerca delle musiche di Ligeti

La strada per arrivare alle opere di Ligeti e ancora di più per ottenerne i diritti per l’utilizzo all’interno del film si rivela assai tortuosa: dopo aver inutilmente tentato di ottenere la registrazione di Ligeti dalla BBC e dopo aver spedito il cognato Jan Harlan a Vienna per rintracciare il compositore a casa sua, Kubrick riesce finalmente ad ascoltare il Requiem con un nastro inviato dalla casa discografica. Nel frattempo aveva acquistato tutte le opere di Ligeti che aveva trovato nei negozi di Londra. Per questa ragione 15 dicembre del 1967 incarica il compositore Alex North, con il quale ha lavorato in precedenza per la musica di Spartacus, di comporre alcuni brani, in particolare in sostituzione a quelli di Ligeti per i quali non è ancora riuscito a ottenere i diritti d’autore. North, nell’accettare l’incarico, insiste però sul fatto di voler scrivere la colonna sonora per l’intero film e nel farlo imita alcuni brani inseriti da Kubrick nelle temporary tracks.  


La sorpresa per North

Il 1° aprile 1968, nella seconda anteprima per la critica avvenuta a New York, tocca questa volta a North rimanere sconvolto: dei brani commissionatagli da Kubrick e che gli sono stati retribuiti, non viene usata nel film neppure una sola nota. Tutte le musiche di 2001: Odissea nello spazio sono infatti brani preesistenti e la versione definitiva del film vede nella sua soundtrack: Così parlò Zarathustra (Also sprach Zarathustra), di Richard Strauss del 1896, Sul bel Danubio blu (An der schönen blauen Donau), di Johann Strauss Jr. del 1866, l’«Adagio» presente nella suite Gayaneth di Aram Kačaturjan del 1942, rivisto nel 1957, e quattro opere di György Ligeti: Atmosphères (1961), Lux aeterna (1966), Requiem (1965) e Aventures (1966). Quest’ultimo brano non compare nei titoli di coda poiché i titoli i diritti d’autore vengono ottenuti soltanto il 27 marzo 1968, troppo a ridosso della prima proiezione del film per poter essere ormai inseriti.