26 Settembre 2022

Usa: Texas, paralizzato maltrattamenti in cella, i suoi legali fanno causa

Hanno fatto causa i legali di Christopher Shaw, un 41enne afroamericano rimasto paralizzato dal collo il giù dopo che è stato sbattuto sul pavimento di una cella del Texas, dove è rimasto per ore abbandonato pur chiedendo aiuto.

I fatti risalgono al giugno del 2021, ma gli avvocati di Shaw li hanno raccontati ora nel presentare la loro causa in cui accusano la polizia di Beaumont di aver violato i diritti costituzionali del loro assistito.

Fermato perché trovato ubriaco in mezzo alla strada, Shaw era stato condotto alla Jefferson County Correctional Facility dove l’agente che l’aveva arrestato, James Gillen, lo spinse con forza contro il pavimento di cemento della cella, facendogli sbattere la testa riportando una frattura alla spina dorsale.

Shaw rimase per 20 ore solo nella cella prima di ricevere una qualche assistenza medica, con lo staff del prigione, anche medico, che si rifiutava di aiutarlo. “Non ti aiuterò fino a quando non aiuterai te stesso” fu la risposta che ottenne da un infermiere, riferiscono gli avvocati. Quando finalmente è stato soccorso, è stato trasferito in ospedale dove è stato sottoposto a diversi interventi di emergenza.

“Ci troviamo di fronte all’America del caos, della brutalità della polizia e di agenti della stradale che operano con ignoranza ed autorità, ed è la pericolosa combinazione di queste cose ha portato a quello che è successo al nostro fratello Christopher Shaw”, ha detto durante la conferenza stampa, Candice Matthews, presidente della sezione del Texas dell’associazione di Jesse Jackson, la Rainbow Push Coalition.

Lo scorso settembre il capo della polizia di, Beaumont, James Singletary, pur dicendosi ” molto dispiaciuto per il signore che è rimasto ferito” , ha difeso l’operato dell’agente Gillen sostenendo che “stava solo facendo il suo lavoro”. Ma ora gli avvocati di Shaw affermano che esiste un video che mostra l’incidente anche se al momento la sua diffusione è proibita dai regolamenti sulla sicurezza del carcere. I legali e gli attivisti per i diritti civili stanno comunque cercando di poter ottenere l’autorizzazione alla pubblicazione del video.