1 Ottobre 2022

Meeting Rimini: mercoledì Draghi torna sul palco che lo lanciò a Palazzo Chigi.

Dopo Gentiloni e il cardinale Zuppi, domani i governatori regionali e martedì sarà il turno dei leader politici.

Mario Draghi: senza dubbio è lui il personaggio più atteso al Meeting di Rimini, che pure ha già messo nel carniere i messaggi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Papa Francesco, l’intervento del commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni, il video della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la giornata che ha visto oggi protagonista il cardinale Matteo Zuppi presidente della Cei e dunque dei vescovi italiani; e che si prepara a ospitare i leader dei partiti.

Per il premier uscente si tratta di una sorta di ritorno proprio sul quel palco che in qualche modo lanciò la sua chiamata a Palazzo Chigi da parte del Quirinale: allora, era l’agosto del 2020, l’intervento dell’ex governatore prima della Banca d’Italia e poi della Bce fu applauditissimo dal popolo ciellino e dalle migliaia di persone che affollavano la Fiera di Rimini, dove si svolge tradizionalmente il Meeting. E tutto fa propendere per l’ipotesi che anche il 24 agosto, a un mese dalle elezioni politiche provocate dalla caduta anticipata del suo governo, in tanti batteranno le mani a colui che viene ancora definito da molti italiani ‘Super Mario’.

“Il fatto che il presidente Draghi torni al Meeting ha il senso di una testimonianza – ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente della kermesse ciellina Bernhard Scholz – Ovvero che la politica ha dignità e può essere rilanciata se costruisce soluzioni e risposte per la comunità nazionale. Qui, a lungo applaudito, Draghi ci diede allora un messaggio profondo: nelle scelte politiche bisogna guardare al futuro, alle generazioni che verranno, agli interessi generali prima di quelli particolari”.

Draghi avrà in qualche modo, se lo vorrà, anche la possibilità di replicare al dibattito politico ed elettorale che si svolgerà il giorno prima e che coinvolgerà leader di partito del calibro di Giorgia Meloni, Enrico Letta, Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Antonio Tajani, Ettore Rosato, con Carlo Calenda che interverrà nei giorni seguenti e con Giuseppe Conte e Matteo Renzi unici assenti, almeno per il momento e salvo sorprese dell’ultim’ora.

E prima dei leader nazionali, sarà la volta dei governatori regionali, ben otto: Luciano Fontana della Lombardia, Nello Musumeci della Sicilia, Giovanni Toti della Liguria, Eugenio Giani della Toscana, Francesco Acquaroli delle Marche, Donatella Tesei dell’Umbria, Maurizio Fugatti del Trentino e Stefano Bonaccini dell’Emilia-Romagna, in qualche modo ‘padrone di casa’.