sabato28 Gennaio 2023
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Energia: la crisi arricchisce i giganti del petrolio

La crisi energetica, scatenata dalla guerra della Russia all’Ucraina, sta portando profitti sbalorditivi per le compagnie petrolifere, mentre in tutto...

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La crisi energetica, scatenata dalla guerra della Russia all’Ucraina, sta portando profitti sbalorditivi per le compagnie petrolifere, mentre in tutto il modo i prezzi per i carburanti e per l’energia aumentano le difficoltà per persone e imprese. Basti l’esempio di Exxon Mobil che ha registrato, nel terzo trimestre del 2022,  profitti record, con un utile netto di 19,66 miliardi di dollari. La società – che la sua sede ad Irving, in Texas – ha reso noto di avere  registrato entrate trimestrali per 112,07 miliardi di dollari, più del doppio di quelle che aveva avuto nello stesso periodo dello scorso anno.                                                          Chevron, da parte sua,  ha registrato profitti per 11,23 miliardi di dollari, raggiungendo quasi i profitti record raggiunti nell’ultimo trimestre, con ricavi per  66,64 miliardi di dollari.                                                    L’alto costo dell’energia ha colpito i consumatori in diversi modi. Gli americani, in particolare i lavoratori a basso reddito, hanno lottato negli ultimi mesi con gli altri prezzi della benzina, pagando in media più di 4,80 dollari per un gallone (circa 3,7 litri) di benzina all’inizio di luglio, secondo l’American Automobile Association. I prezzi elevati dell’energia hanno colpito anche produttori e rivenditori, che trasferiscono tali costi sui clienti sotto forma di prezzi elevati per cibo, abbigliamento e altri beni. In linea con i ribassi del prezzo del greggio delle ultime settimane, il costo della benzina, negli Stati Uniti, è leggermente diminuito, ma alla fine di settembre i clienti stavano ancora pagando in media più di 3,79 al gallone (i prezzi subiscono forti variazioni a seconda delle zone del Paese). 

Exxon ha incrementato la produzione di benzina e petrolio durante il trimestre per soddisfare la crescente domanda. Secondo le comunicazioni ufficiali della società, per fare fronte alla domanda ha avuto la sua migliore produzione di raffineria in Nord America e la più alta a livello globale dal 2008.  I risultati ottenuti da Exxon sono il risultato di una strategia adottata anche durante la pandemia, quando ha aumentato gli investimenti. Cosa che – ha detto il Ceo Darren Woods – ha consentito di aumentare la produzione per soddisfare le esigenze dei clienti. Woods ha anche voluto sottolineare il coraggio delle scelte della società quando, ha sottolineato che ”laddove altri si sono tirati indietro di fronte all’incertezza e a un rallentamento storico, ritirandosi e ridimensionando, questa azienda va avanti, continuando a investire e costruire per aiutare a soddisfare la domanda che vediamo oggi e posizionare l’azienda per il successo a lungo termine in ciascuna delle nostre attività”.

Le compagnie petrolifere americane non sono le uniche a beneficiare degli alti prezzi dell’energia. Anche i gruppi europei Shell e TotalEnergies hanno riportato enormi, innescando un’ondata di forti richieste, provenienti soprattutto dalle parti sociali, affinché siano tassati i profitti dei produttori di energia che hanno beneficiato degli alti prezzi del petrolio e del gas naturale in seguito all’invasione russa dell’Ucraina.

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