mercoledì1 Febbraio 2023
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I brasiliani alle urne per scegliere tra Lula e Bolsonaro

I brasiliani si recano oggi alle urne nelle elezioni politiche più importanti degli ultimi anni, con lo sfidante di sinistra...

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I brasiliani si recano oggi alle urne nelle elezioni politiche più importanti degli ultimi anni, con lo sfidante di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva che, con un leggero vantaggio attribuitogli dai sondaggi, potrebbe porre fine ai quattro anni di governo divisivo del presidente di estrema destra Jair Bolsonaro. Secondo i sondaggi, fatti alla vigilia del ballottaggio di oggi, Lula,  candidato del Partito dei Lavoratori, avrebbe un vantaggio compreso tra i quattro e gli otto punti percentuali. Ma l’esito dei sondaggi del primo turno, nettamente smentiti, lascia ampio margine all’incertezza. I due candidati, nel dibattito televisivo finale di venerdì sera, si sono insultati per 30 minuti davanti alle telecamere e il clima è rimasto lo stesso anche dopo.
“Bolsonaro non ha fatto una proposta per il futuro del Brasile “, ha detto Simone Tebet, terzo al primo turno e ora sostenitore di Lula, a proposito dei persistenti attacchi del presidente. “Preferisce usare il dibattito per provocare e accusare. È la narrazione degli sconfitti”.

Le elezioni si svolgono in un clima di enorme tensione, con ripetuti atti di violenza. Appena poche ore fa un uomo (che si sospetta essere un sostenitore di Bolsonaro, che peraltro smentisce qualsiasi collegamento) ha lanciato granate contro gli agenti di polizia e ha sparato alle loro auto quando sono andati ad arrestarlo. Il settantasettenne Lula, che ha perso tre elezioni presidenziali prima di vincere nel 2002, ha guidato il Paese per otto anni prima di lasciare l’incarico con un indice di gradimento superiore all’80%. Ma uno scandalo, scoppiato alla fine del suo mandato, ha portato all’incarcerazione di diversi esponenti del Partito dei lavoratori accusati di corruzione. Lo stesso  Lula ha trascorso quasi due anni in prigione prima che la sua condanna fosse annullata. Da allora ha combattuto instancabilmente contro un avversario che, a detta di molti analisti, passerà alla storia per il modo in cui ha offuscato la più alta carica del Brasile. Bolsonaro ha spesso sminuito gli oppositori e la sua gestione mal riuscita della pandemia si è conclusa con quasi 700.000 morti in Brasile. Sotto la sua presidenza la deforestazione in Amazzonia ha raggiunto il massimo da 15 anni.

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