mercoledì1 Febbraio 2023
NEWS > 14 Novembre
DUEMILA22

Il colloquio Mattarella-Macron abbassa (forse) i toni tra Italia e Francia

Certo non ha sanato i contrasti, ma il colloquio telefonico di oggi – di cui non si sa chi sia...

IN QUESTO ARTICOLO

Certo non ha sanato i contrasti, ma il colloquio telefonico di oggi – di cui non si sa chi sia stato il promotore, anche se tutto lascia pensare che la prima telefonata sia partita dal Quirinale – tra Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron è stato il primo, ancorché significativo passo verso il tentativo di ristabilire un colloquio civile tra i due Paesi, i cui rapporti sono ai minimi storici da decenni a causa della gestione del flusso di migranti da parte del governo italiano.

A dare notizia del contatto telefonico è stata la presidenza della repubblica italiana, con un tweet abbastanza algido da fare capire che il testo è stato visto, rivisto e limato, magari concordandolo, nei contenuti, con l’Eliseo.

”Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – si legge nel comunicato -, ha avuto con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, un colloquio telefonico, nel corso del quale entrambi hanno affermato la grande importanza della relazione tra i due Paesi e hanno condiviso che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione in ogni settore sia in ambito bilaterale sia dell’Unione europea”.

Quindi, tutto risolto? Quindi, la pace l’armonia sono tornate tra Roma e Parigi? Andiamoci piano. Il colloquio tra Mattarella e Macron è solo un primo passo, al quale ne dovranno seguire molti altri che spostino il focus del problema da quello politico a quello istituzionale. Nel senso che in queste ore a gettare benzina sul fuoco delle polemiche sono state dichiarazioni che hanno tradotto l’emozione del momento e non invece il giudizio ufficiale dei due governi.                                                                                Ma, si potrebbe eccepire, se a parlare è un ministro, non è come se il governo si esprimesse per sua bocca?

Non necessariamente, perché le parole per essere ufficiali devono essere messe, nero su bianco, su un documento. Quindi quelle che sono contenute in dichiarazioni, spesso a ruota libera, potrebbero non avere il rango dell’ufficialità. Ma i problemi restano e non sarà certo il lodevolissimo gesto di Mattarella a risolverli, perché non si può pensare che a fare fronte ad una trasmigrazione che rischia di assumere numeri biblici siano pochi Paesi, quelli della prima frontiera: Italia, Grecia, Cipro e Malta, ma non la Spagna che si è schierata con Parigi (che ci siano problemi legati alle politiche energetiche? Chissà).          Intanto, a decine e centinaia sulle coste italiane continuano ad arrivare migranti, provenienti non solo dall’Africa, ma ormai in gran numero da Paesi che soffrono, oltre che una grave crisi economica e sociale, anche per situazioni di guerra. Migranti che, se arrivano su barche di fortuna o se sono soccorsi in mare dalle unità italiane, sono accolti senza problemi. Che invece sono insorti per quelli che sono portati da ong che, dice il governo italiano, non rispettano le nostre leggi. Ed sono state queste distinzioni a fare scattare la reazione, anche scomposta, di parte francese. Ma il fatto che solo quest’anno, a fronte di poche centinaia di migranti respinti perché portati dalle ong, ne siano stati accolti oltre novantamila sembra poco importare alla Francia, che si erge a guardiano dell’ortodossia europea in materia, ma intanto sigla un accordo economico con il Regno Unito, per dispiegare centinaia di uomini in divisa per arginare (su richiesta di Londra) l’ondata di attraversamenti illegali della Manica che, secondo le ultime stime, quest’anno sono già più di quarantamila.

Beh, e allora? Allora c’è che l’accordo tra Francia e Regno Unito è, per così dire, non a costo zero, perché Londra darà, a Parigi, per il 2022 e il 2023 oltre 72 milioni di euro, per fare fronte alle spese aggiuntive per sorvegliare le sue coste e impedire ai migranti di cercare di toccare le desiderate britanniche e quindi l’Eldorado. Come dicevano i latini, il denaro non puzza. E se non puzzava a Roma….

CONDIVIDI

Leggi Anche