giovedì2 Febbraio 2023
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Canada: ricercatore accusato di spionaggio per conto della Cina

Continuano le tensioni fra Canada e Cina: dopo le durissime parole da parte del primo ministro canadese Justin Trudeau, che...

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Continuano le tensioni fra Canada e Cina: dopo le durissime parole da parte del primo ministro canadese Justin Trudeau, che accusava Pechino di aver interferito nelle elezioni del 2019, oggi arriva la notizia di un’incriminazione per spionaggio, frutto di una lunga indagine, per un ricercatore di Hydro-Québec, l’azienda che gestisce la distribuzione dell’energia elettrica nella Provincia francofona e la sua esportazione in Ontario e Nord America. Yuesheng Wang, il 35enne accusato, avrebbe inviato informazioni riservate alla Cina approfittando della sua posizione di ricercatore che lavorava su materiali da usare per le batterie nel Cetees (Center of Excellence in Transportation Electrification and Energy Storage). Il management di Hydro-Québec ha specificato di avere avviato una sua investigazione interna anche prima dell’inizio di quella del governo federale. Le informazioni a cui Wang avrebbe avuto accesso non sarebbero di rilevanza chiave per le operazioni dell’azienda, ma, in ogni caso, al 35enne sono stati revocati gli accessi nel momento in cui i sospetti sulle sue attività sono diventati sempre più concreti. David Beaudoin, ispettore della RCMP (la Polizia federale canadese, le Giubbe Rosse) ha commentato che “si tratta della prima accusa di questo tipo nella storia del nostro Paese, in quanto arrivata nell’ambito del Security of Information Act”, la normativa approvata dal parlamento federale in materia di sicurezza nazionale.  Ora si attendono riscontri ufficiali dopo le dure accuse mosse a Wang, che ha iniziato a lavorare presso Hydro-Québec nel 2016, dopo le specializzazioni ottenute nell’Università dell’Arkansas e l’esperienza come ricercatore esterno nell’Università Queen Mary di Londra.  Il 35enne andrà ora a processo e le accuse a suo carico comprendono la diffusione di informazioni riservate, l’utilizzo senza autorizzazione di dispositivi sul lavoro, truffa a diversi suoi colleghi con l’obiettivo di ottenere tali informazioni e la violazione dei codici di sicurezza da parte di un pubblico ufficiale.

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