sabato28 Gennaio 2023
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Ambiente: l’inquinamento atmosferico ha ucciso, nel 2020, 238 mila europei

Nel 2020 in Europa si sono registrate 238 mila morti premature causate dall’inquinamento atmosferico. Lo afferma, nel suo rapporto, l’Agenzia...

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Nel 2020 in Europa si sono registrate 238 mila morti premature causate dall’inquinamento atmosferico. Lo afferma, nel suo rapporto, l’Agenzia europea per l’ambiente, che, rilevando un lieve miglioramento rispetto al 2019, afferma che l’Ue sia sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di ridurre le morti premature di oltre il 50% entro il 2030 rispetto al 2005.
Comunque, l’inquinamento atmosferico resta la minaccia ambientale più significativa per la salute degli europei. Secondo l’Aea, “l’esposizione a concentrazioni di particelle fini superiori alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità ha portato a 238.000 morti premature” in tutta l’Unione europea. Nel 2019 le particelle fini, che penetrano in profondità nei polmoni, causarono la morte prematura di circa 231.000 persone. L’aumento dei decessi nel 2020 è collegato con il fatto che il  Covid-19 ha colpito più duramente le persone con una maggiore vulnerabilità a causa di patologie preesistenti (come tumori, malattie polmonari o diabete di tipo 2).  Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, nel 2020 il 96% della popolazione urbana dell’UE è stata esposta a concentrazioni di particolato fine (PM2,5) superiori al livello raccomandato dall’OMS di 5 microgrammi per metro cubo d’aria. Tra il 2005 e il 2020, il calo delle morti premature dovute all’inquinamento atmosferico si è attestato  al 45%. Secondo la sua relazione annuale, l’AEA stima che l’UE sia sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di ridurre le morti premature di oltre il 50% entro il 2030 rispetto al 2005. All’inizio degli anni ’90, le polveri sottili hanno causato quasi un milione di morti premature nel 27 Paesi UE. Nel 2005 morirono ancora 431.000 persone.

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