sabato28 Gennaio 2023
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Medicina: da nuovo farmaco speranze per i malati di Alzheimer

Nuove speranza per i malati di Alzheimer per un farmaco che può rallentare il declino cognitivo nei pazienti con malattia...

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Nuove speranza per i malati di Alzheimer per un farmaco che può rallentare il declino cognitivo nei pazienti con malattia precoce. Il farmaco, il Lecanemab, secondo i risultati pubblicati dal New England Journal of Medicine , ha rallentato il tasso di declino cognitivo del 27% nei pazienti nelle prime fasi della malattia, rendendolo – secondo lo studio – il primo farmaco del suo genere a produrre risultati di sperimentazione così positivi. I risultati sono stati presentati al convegno Clinical Trials Alzaheimer Disease, svoltosi a San Francisco.

Il dott.Christopher Van Dyck, direttore del Centro di ricerca sulla malattia di Yale, presentando la ricerca ha detto che “Lecanemab ha ridotto i marcatori di amiloide nella malattia di Alzheimer precoce e ha portato a un declino minore rispetto al placebo in tutte le misure di cognizione e funzione a 18 mesi”. Lo studio è stato eseguito su 1.800 pazienti nel corso di 18 mesi e ha consentito di scoprire che il farmaco “ha provocato un declino moderatamente inferiore nelle misure di cognizione e funzione”, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto un placebo. Ma i ricercatori concordano sul fatto che siano ”necessari studi più lunghi per determinare l’efficacia e la sicurezza di Lecanemab nella malattia di Alzheimer precoce”. Lecnemab è un anticorpo monoclonale che aiuta a rimuovere i grumi della proteina amiloide-beta che, insieme a quella tau, aggregandosi e formando placche, interrompono la funzione cellulare, provocando perdita di memoria e confusione.

Secondo le rilevazioni, circa il 20% dei pazienti trattati con Lecanemab  hanno manifestato gonfiore cerebrale o emorragia cerebrale, sebbene gli effetti collaterali fossero in gran parte asintomatici. Dopo lo studio di 18 mesi, due pazienti sono morti dopo aver subito un’emorragia cerebrale, ma il decesso non è considerato collegato al farmaco.

L’Alzheimer’s Association si è detta “incoraggiata” dalla notizia e ha chiesto alla Food and Drug Administration statunitense di dare un’approvazione accelerata al Lecanemab. La decisione della FDA è attesa entro il 6 gennaio Se approvato, il farmaco verrebbe probabilmente somministrato solo a pazienti che si trovano nelle primissime fasi della malattia, non a persone che hanno già un significativo deterioramento cognitivo.

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