sabato28 Gennaio 2023
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Iran: governo verso abolizione della polizia morale e nuove regole sul velo

Dopo oltre due mesi di proteste di piazza e dura repressione, con un bilancio elevatissimo di morti ed arresti, il...

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Dopo oltre due mesi di proteste di piazza e dura repressione, con un bilancio elevatissimo di morti ed arresti, il regime iraniano sembra mostrare segnali che possano preludere a modificare le rigide norme sull’uso del velo, che è obbligatorio per le donne in pubblico. Teheran, poi, sta anche pensando ad abolire la polizia morale che in questi anni si è resa protagonista anche di atti di violenza. Il presidente iraniano Ebrahim Raisi, nel corso di un discorso in televisione, in riferimento all’abbigliamento, segnatamente al velo, ha detto che, se le basi islamiche dell’Iran sono molto rigorose, “l’applicazione della Costituzione potrebbe essere flessibile” .                                                                                                                               Quindi, da parte del Governo, ci sarebbe una certa disponibilità a rivedere la rigida legge del 1983, che impone alle donne di velarsi i capelli o indossare abiti larghi in pubblico. Legge che è stata fortemente contestata dopo la morte della giovane Mahsa Amini, accaduta il 16 settembre, per il pestaggio subito dopo essere stata prelevata dalla polizia morale per avere indossato l’hijab in modo non corretto.  All’esplodere delle proteste dopo la morte della ragazza, che era di origini curde, Raisi aveva attaccato i manifestanti, chiedendo alle polizia e alle forze di sicurezza di “agire con decisione contro di loro”, reclamando una rigorosa applicazione della normativa sul velo.                                                                       Lo stesso procuratore generale dell’Iran, Mohammad Jafar Montazeri, ha proposto l’abolizione della polizia morale, senza comunque entrare nel merito delle motivazioni della sua richiesta “La polizia morale è stata smantellata dalle stesse persone che l’hanno creata”, ha detto Montazeri rispondendo a una domanda sulla cancellazione del gruppo, secondo varie agenzie di stampa. “Inoltre – ha aggiunto riferendosi a questa forza di polizia – essa non ha nulla a che fare con la magistratura”.                                 La polizia morale, nota come Gasht-e Ershad (”orientamento”)  è stata fondata nel 2006 sotto la presidenza di Mahmud Ahmadinejad, conservatore radicale, in carica tra il 2005 e il 2013.  Scopo della polizia morale è quello di “diffondere la cultura della decenza e dell’hijab”. Le sue unità sono composte da uomini, che indossano abiti verdi, e donne con chador nero, un indumento che copre tutto il corpo tranne il viso, e uno dei loro compiti è quello di monitorare l’applicazione dei codici di abbigliamento stabiliti dalla legge del 1983.  Nelle ultime settimane è stata notata una presenza sempre più sporadica di pattuglie della polizia morale sulle strade.  Montazeri ha significativamente rilasciato queste dichiarazioni dalla città di Qom, importante centro teologico iraniano, che ospita il Santuario di Fatima e che  è la sede della scuola dove vengono formati gli ayatollah, oltre a essere meta di pellegrinaggi religiosi.

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