sabato28 Gennaio 2023
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Pur di accontentare i piloti, Delta offre aumenti del 34%

Davanti a numeri preoccupanti per quanto riguarda la forza lavoro  e a fronte di una forte ripresa della domanda di...

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Davanti a numeri preoccupanti per quanto riguarda la forza lavoro  e a fronte di una forte ripresa della domanda di viaggi, in casa Delta Air Lines si sono fatti due conti e, pur di evitare possibili scioperi dei piloti, hanno formulato per loro una proposta di un nuovo contratto che prevede un aumento-monstre dei salari, che nel prossimo triennio potrebbero crescere del 34 per cento. A guardare con attenzione all’esito della consultazione dei piloti di Delta, in ordine alla proposta di aumenti, sono le altre compagnie aeree che, giocoforza, ne dovranno  tenere conto quando toccherà a loro parlare del nuovo contratto. E per compagnie come United Airlines e American Airlines il prossimo contratto si potrebbe tradurre in un impegno economico molto importante.                                                                                                          Se la proposta sarà accettata, I piloti Delta otterranno un aumento di almeno il 18% alla data della firma del contratto, un altro 5% dopo un anno, il 4% dopo due anni e il 4% dopo tre anni. E’ anche previsto che i piloti incassino un’una tantum, che sarà pari al 22% dei loro guadagni tra il 2020 e il 2022, a fare data dalla ratifica dell’accordo. Si avvia quindi a conclusione un lungo braccio di ferro, perché i piloti del vettore erano senza un contratto da tre anni, cioè da quando, nel dicembre 2019, esso è stato oggetto una trattativa per modificarlo. La situazione di stallo ha compattato i piloti, che, in ottobre, hanno deciso di autorizzare uno sciopero se i negoziatori non fossero riusciti a raggiungere un accordo sul nuovo contratto.  Probabilmente i forti incrementi salariali che i piloti otterranno aumenteranno la voce dei costi per le compagnie americane, mentre crescono i timori di una recessione, che condizionerebbe la spesa dei consumatori. Una situazione che renderebbe ancora più difficile per il settore, gravato da forti debiti, risanare i bilanci. Magari ricorrendo a prestiti per finanziare le loro operazioni.                            Le compagnie aeree, finora, hanno fatto affidamento su una forte domanda e tariffe più elevate per mitigare la pressione inflazionistica. Ma la situazione muterebbe se gli Stati Uniti entrassero in recessione.

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