giovedì2 Febbraio 2023
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Strage migranti a Melilla: Amnesty accusa Spagna e Marocco per indagini insufficienti

L’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha accusato oggi Spagna e Marocco di non avere saputo indagare adeguatamente sulla...

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L’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha accusato oggi Spagna e Marocco di non avere saputo indagare adeguatamente sulla morte di oltre 20 migranti al confine della città enclave spagnola di Melilla, nell’Africa nord-occidentale, a giugno. Qualcosa che, secondo Amnesty International, “sa di insabbiamento e razzismo”.                                                                                                                     AI, in un rapporto presentato oggi a Madrid, afferma che esiste una “montagna crescente di prove di molteplici violazioni dei diritti umani, tra cui la morte illegale e il maltrattamento di rifugiati e migranti”. Il 24 giugno circa duemila migranti cercarono di superare la barriera di metallo dal lato marocchino del confine. Nell’assalto 23 uomini morirono, secondo una stima ufficiale che i gruppi per la difesa dei diritti contestano ritenendo il numero effettivo  in realtà più alto.  Nel rapporto si sostiene che “le autorità di entrambe le parti (Spagna e Marocco, ndr) non sono riuscite a garantire indagini efficaci e trasparenti per stabilire la verità su ciò che è accaduto quel giorno, Le famiglie e le organizzazioni di esperti alla ricerca dei dispersi sono state ripetutamente ostacolate dalle autorità marocchine”.                                                 Alcuni video hanno mostrato centinaia di uomini, alcuni armati di bastoni e altri oggetti, hanno scavalcato la recinzione dal marocchino e sono stati intrappolati in una zona di confine. Quando sono riusciti a sfondare il cancello del lato spagnolo, la ressa ha provocato lo schiacciamento di molte persone. La polizia marocchina ha lanciato gas lacrimogeni e ha picchiato gli uomini con i manganelli, anche quando alcuni erano a terra. Le guardie spagnole hanno circondato un gruppo che è riuscito a passare prima di rimandarli indietro.  Molti degli assalitori sarebbero stati originari del Sudan. Per il ministro dell’Interno di Madrid,  Fernando Grande-Marlaska, la risposta della polizia spagnola è stata “appropriata” per gestire un gruppo di circa 1.700 migranti che hanno usato mazze, bastoni, asce e seghe per farsi strada con la forza. “Non conosco nessun paese che accetterebbe un attacco violento alla sua frontiera”, ha detto il mese scorso Grande-Marlaska. Amnesty, da parte sua, afferma che gli eventi di quel giorno erano prevedibili e la perdita di vite umane evitabile, non avendo le autorità marocchine e spagnole fornito assistenza medica tempestiva e adeguata ai feriti.

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