sabato28 Gennaio 2023
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Giappone: dal 2025 le nuove case di Tokyo dovranno avere pannelli solari

Il Giappone (e Tokyo in particolare) fa un passo deciso verso la sostenibilità: un’assemblea cittadina della capitale nipponica ha infatti...

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Il Giappone (e Tokyo in particolare) fa un passo deciso verso la sostenibilità: un’assemblea cittadina della capitale nipponica ha infatti approvato una nuova mozione, che renderà obbligatoria per le grandi compagnie edili l’installazione di pannelli solari in tutte le case di nuova costruzione nella città dall’aprile del 2025. L’ordine in questione è il primo della storia dei distretti giapponesi di questo tipo: le 50 compagnie edili di grandi dimensioni che ne saranno toccate dovranno quindi “equipaggiare” le nuove case grandi fino a 2.000 metri quadri con una fonte di energia rinnovabile, principalmente i pannelli solari. Si tratta di una strategia che Tokyo metterà in atto con l’obiettivo di tagliare l’alto livello di emissioni.  Il Giappone è infatti la quinta nazione al mondo per quantità di emissioni e si è impegnata da tempo per raggiungere il target della neutralità da carbone entro il 2050. Un obiettivo però molto difficile da raggiungere, dato l’alto livello di dipendenza del Paese dall’energia derivante dal carbone (in particolare dopo i cambiamenti fatti ai reattori nucleari alla luce del disastro della centrale di Fukushima nel 2011). La capitale nipponica mira così a fare un passo avanti nello sfruttamento di fonti di energie rinnovabili, dopo che il governatore Yuriko Koike aveva rilasciato dichiarazioni la scorsa settimana con cui aveva spiegato che solamente il 4% degli edifici cittadini su cui è possibile installare dei pannelli solari ne è effettivamente dotato.  Risako Narikiyo, uno dei membri del partito regionale di Koike, Tomin First no Kai, ha parlato in occasione dell’assemblea che ha approvato la mozione: “Oltre a dover fronteggiare la crisi legata al cambiamento climatico, dobbiamo concentrarci su quella energetica, esacerbata dal conflitto fra Russia e Ucraina che non accenna a terminare. Non c’è tempo da perdere”.

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