sabato28 Gennaio 2023
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Ambiente: i Paesi di Cop 15 raggiungono uno storico accordo

I rappresentanti dei Paesi che, a Montreal, hanno partecipato a Cop 15 (la conferenza promossa dalle Nazioni Unite), sotto la...

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I rappresentanti dei Paesi che, a Montreal, hanno partecipato a Cop 15 (la conferenza promossa dalle Nazioni Unite), sotto la presidenza della Cina, hanno adottato uno storico accordo per cercare di fermare la distruzione della biodiversità e delle sue risorse. L’accordo ha siglato dieci giorni di intensi lavori e un lunga trattativa diplomatica che alla fine ha visto la firma di più di 190 Stati . Questo ”patto per la pace con la natura” , com’è stato chiamato , è stato denominato ”Accordo Kunming-Montreal” ed ha l’obiettivo di proteggere la Terra, gli oceani e le specie dall’inquinamento, dal degrado e dalla crisi climatica. Secondo il percorso che i Paesi firmatari hanno elaborato, l’accordo prevede di proteggere il 30% del pianeta entro il 2030 e a sbloccare 30 miliardi di dollari annuali di aiuti alla conservazione per i Paesi in via di sviluppo. La creazione di aree protette sul 30% del pianeta, la più nota delle venti misure, è stata presentata come l’equivalente per la biodiversità dell’obiettivo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Ad oggi, il 17% delle terre emerse e l’8% dei mari sono protetti. Un passaggio importante dell’accordo è costituito dalle garanzie alle popolazioni indigene, custodi dell’80% della biodiversità residua sulla Terra, e propone di ripristinare il 30% dei terreni degradati e di dimezzare il rischio legato ai pesticidi. La Cina, come presidente dell’assise, ha quindi proposto di raggiungere almeno 20 miliardi di dollari di aiuti internazionali annuali per la biodiversità entro il 2025 e almeno 30 miliardi di dollari entro il 2030.  L’accordo sembra avere sorpreso in positivo molti dei presenti, sia tra i Paesi ricchi che tra quelli in via di sviluppo. Secondo gli scienziati, il 75% degli ecosistemi mondiali è alterato dall’attività umana, più di un milione di specie sono minacciate di estinzione ed è in gioco la prosperità mondiale: oltre la metà del PIL del mondo dipende dalla natura e dai suoi servizi. Tanto più che il precedente piano decennale firmato in Giappone nel 2010 non ha raggiunto quasi nessuno dei suoi obiettivi, in particolare per l’assenza di reali meccanismi di enforcement.

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