martedì31 Gennaio 2023
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La crisi non guarda in faccia nessuno: Goldman Sachs ne licenzia 4.000

La crisi ormai non guarda in faccia a nessuno, come testimonia la notizia che Goldman Sachs, davanti ad un evidente...

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La crisi ormai non guarda in faccia a nessuno, come testimonia la notizia che Goldman Sachs, davanti ad un evidente rallentamento dei propri affari, sta pianificando di intervenire pesantemente sull’organico, con un massiccio piano di licenziamenti. I tagli che la banca d’investimento sta preparando potrebbero interessare fino all’8% della sua forza lavoro globale, cioè quasi 4.000 persone, che dovranno lasciare entro pochissimi giorni, forse già all’inizio del prossimo anno.  Anche se da parte della direzione di Goldman Sachs non si sono state conferme, si è appreso che sono ancora in fase di definizione quali uffici e parti dell’azienda saranno interessati dai tagli. Che le cose non andassero come sperato lo si era capito anche dalle parole dell’amministratore delegato di Goldman Sachs, David Solomon, che ha ripetutamente espresso preoccupazione per le prospettive economiche negli ultimi mesi, affermando che i clienti sono stati cauti.
In Goldman, i ricavi complessivi sono diminuiti del 20% nei primi nove mesi dell’anno, rispetto al 2021, quando gli affari erano in piena espansione. I profitti sono diminuiti ancora più drasticamente.
Goldman, che impiega circa 49.000 persone in tutto il mondo, ha già tagliato centinaia di posti di lavoro all’inizio di quest’anno, riprendendo il programma di esclusione dagli organici di di persone con scarse prestazioni, che si era interrotto durante la pandemia. Anche i bonus dovrebbero essere inferiori quest’anno.
“Continuiamo a vedere venti contrari sulle nostre linee di spesa, in particolare nel breve termine”, ha dichiarato Solomon in una conferenza la scorsa settimana, spiegando che sono stati avviati ”alcuni piani di mitigazione delle spese, ma ci vorrà del tempo per realizzare i vantaggi. In definitiva, rimarremo agili e ridimensioneremo l’azienda in modo da riflettere le opportunità impostate”.                                              Che il settore sia alle prese con difficoltà era stato, d’altra parte, confermato dalla notizia che anche la banca Morgan Stanley sta tagliando circa 1.600 posti di lavoro (pari a circa il 2% della sua forza lavoro globale), con l’amministratore delegato James Gorman che ha parlato di “modeste” perdite di posti di lavoro.

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