sabato28 Gennaio 2023
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Terrorismo: Libia, condannati a morte 17 guerriglieri dell’Isis

Diciassette presunti ex appartenenti al gruppo terroristico dello Stato islamico sono stati condannati a morte da un tribunale libico. A...

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Diciassette presunti ex appartenenti al gruppo terroristico dello Stato islamico sono stati condannati a morte da un tribunale libico. A renderlo noto, da Tripoli, è stato il Procuratore generale del Paese. Secondo il magistrato, le condanne a morte sono state emesse nei confronti di persone condannate per aver partecipato all’uccisione di 53 persone nella città occidentale di Sabratha e alla distruzione di proprietà pubbliche. Altri 16 imputati sono stati condannati a pene detentive (due all’ergastolo). Nella dichiarazione del procuratore generale non c’è riferimento a quando le condanne saranno eseguite.  La Libia rimane divisa tra due amministrazioni rivali dopo anni di guerra civile. Lo Stato islamico ha ampliato la propria influenza in Libia dopo la rivolta del 2011, che ha rovesciato il dittatore Muammar Gheddafi, linciato dopo la cattura. I militanti dell’Isis hanno prima occupato Darna (nel 2014) e successivamente Sirte e le aree circostanti la città di Sabratha. Aree nelle quali lo Stato islamico non ha saputo ”capitalizzare” le conquiste militari, anche perché non capace di imporre la sua leadership alle numerose milizie ben armate della Libia strettamente legate da lealtà tribali. Lo Stato islamico aveva istituto diversi campi di addestramento fuori Sabratha. All’inizio del 2016, circa 700 dei suoi combattenti, la maggior parte dei quali tunisini, erano basati nell’area. Nel marzo 2016, gli affiliati del gruppo hanno assunto brevemente il controllo del quartier generale della sicurezza della città e decapitato 12 funzionari della sicurezza libica, prima di utilizzarne i cadaveri per bloccare le strade vicine. La piazza centrale dei Martiri di Sirte è stata trasformata dall’IS in un palcoscenico per esecuzioni  pubbliche, comprese le decapitazioni a colpi di spada. Secondo stime dell’intelligence statunitense, nell’aprile 2016, all’apice del suo potere, il ramo libico del gruppo militante aveva reclutato circa 6.000 combattenti, secondo le stime degli esperti militari statunitensi. Alla fine del 2016, l’Isis è stato cacciato dalla sua roccaforte principale, la città costiera di Sirte, ritirandosi nell’entroterra e ora hanno limitate presenze, soprattutto nelle aree intorno a Sabratha.

 

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