sabato3 Giugno 2023
NEWS > 23 Dicembre
DUEMILA22

L’economia americana cresce, così come i timori di recessione

L’economia statunitense ha messo a segno, nel 2022, un aumento inatteso, +3,2%, nel terzo trimestre, senza sembrare avvertire più di...

IN QUESTO ARTICOLO

L’economia statunitense ha messo a segno, nel 2022, un aumento inatteso, +3,2%, nel terzo trimestre, senza sembrare avvertire più di tanto l’effetto combinato di una inflazione che continua a crescere e dell’aumento dei tassi di interesse, che la Federal Reserve continua a praticare per fermarla. Ma questa situazione decisamente migliore del previsto (ovvero delle stesse previsioni ufficiali) non scaccia i timori degli economisti che danno per sicura a recessione nel prossimo anno. Oggi il governo, con un rapporto, ha segnalato un  evidente miglioramento rispetto alla sua precedente stima della crescita del terzo trimestre. Quindi, l’aumento del prodotto interno lordo ha segnato un ritorno alla crescita, dopo che i primi due trimestri avevano segnato una contrazione. Ma, come dicono gli economisti, l’economia rallenterà e probabilmente scivolerà in recessione il prossimo anno sotto la pressione di tassi di interesse più elevati decisi dalla Federal Reserve per combattere l’inflazione che all’inizio di quest’anno ha raggiunto livelli mai visti dall’inizio degli anni ’80. A ridare fiato alla macchina produttiva del Paese sono state le forti esportazioni e la robusta propensione dei consumatori a spendere. Resta, comunque, in evidente sofferenza il mercato immobiliare, con gli investimenti in abitazioni crollati ad un tasso annuo del 27,1%. Effetto della crescita dei tassi ipotecari, che hanno inevitabilmente risentito delle politiche adottate dalla Federal Reserve, che quest’anno ha aumentato il proprio tasso di rifermento per sette volta. Secondo gli analisti, anche il quarto ed ultimo trimestre dell’anno dovrebbe registrare un aumento, ma a un tasso annuo più lento dell’1%. Nella sua precedente stima della crescita del terzo trimestre, pubblicata il 30 novembre, il Dipartimento del Commercio aveva ancorato la crescita di luglio-settembre a un tasso annuo del 2,9%. Dietro l’aggiornamento al 3,2% di giovedì c’è stata una crescita più forte della spesa dei consumatori, rivista al rialzo a un tasso annuo del 2,3% dall’1,7% della stima di novembre. L’inflazione, che non rappresentava un problema serio da quattro decenni, è tornata nella primavera del 2021, innescata da una ripresa inaspettatamente forte dalla recessione del coronavirus del 2020, alimentata da massicci stimoli governativi. Il mercato del lavoro è rimasto resiliente per tutto il tempo, esercitando pressioni al rialzo su salari e prezzi. I datori di lavoro hanno aggiunto 392.000 posti di lavoro al mese finora quest’anno e la disoccupazione è al 3,7%, appena fuori dal minimo di mezzo secolo.

CONDIVIDI

Leggi Anche