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Usa: membro del congresso ammette: “Ho mentito riguardo il mio curriculum”

Dire qualche bugia durante una campagna elettorale e fare “ritocchini” al proprio curriculum prima di un colloquio importante sono abitudini...

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Dire qualche bugia durante una campagna elettorale e fare “ritocchini” al proprio curriculum prima di un colloquio importante sono abitudini tutt’altro che rare, in Italia specialmente. Eppure quanto fatto da George Santos è sorprendente, non tanto per la sfacciataggine, ma per quanto difficile sarebbe stato farla franca. Il repubblicano, neo membro del Congresso eletto nel voto dello scorso novembre, ha infatti ammesso di aver mentito sulle proprie pregresse esperienze lavorative, sulla sua formazione accademica e persino sulla storia della sua famiglia.                                                                                                             Santos è stato eletto come rappresentante delle zone situate nel nord di Long Island e nel nord-est di Queens, ma sin da subito, diversi giornali (specialmente il New York Times) avevano sollevato dubbi riguardanti quanto il 34enne avesse raccontato su di sé durante la campagna elettorale. E oggi è arrivata l’ammissione del repubblicano, dalle pagine del New York Post: “Lo ammetto, ho mentito riguardo il mio curriculum per renderlo più attraente. Mi dispiace”.                                                                                       A sollevare dubbi erano diverse esternazioni del giovane politico, che ha dichiarato di essersi laureato al Baruch College di New York (cosa che l’Istituto non ha confermato) o di aver lavorato per gruppi come Citigruop o Goldman Sachs. Santos ha ammesso: “Non ho conseguito nessuna laurea, mi sento in imbarazzo per aver cercato di abbellire il mio curriculum. Mi prendo la responsabilità delle mie azioni, tutti facciamo stupidaggini nella vita”. La laurea quindi è completamente inventata, esattamente come le posizioni in Citigroup e Goldman Sachs: nessuna delle due compagnie ha infatti dato conferma di precedenti collaborazioni con Santos, che ha poi corretto il tiro dicendo di non aver mai dichiarato di aver lavorato “direttamente” con queste aziende, pentendosi di “una pessima scelta delle parole usate”. Il 34enne avrebbe infatti inteso che Link Bridge, compagnia di investimenti di cui era vice-presidente, ha fatto affari con entrambe e nulla più.  In aggiunta a tutto questo, arriva forse la bugia più paradossale, che riguarda le origini di Santos: sul sito su cui portava avanti la sua campagna elettorale, Santos affermava che i suoi nonni sono scappati in Belgio dalle persecuzioni ebraiche in Ucraina, per poi fuggire durante le deportazioni nella Seconda Guerra Mondiale.                                                                                                   Il sito The Forward ha subito messo in dubbio queste dichiarazioni e la spiegazione di Santos al Post è quasi surreale: “Non ho mai detto di essere ebreo, io sono cattolico, ma ho scoperto che il ramo materno della mia famiglia ha origini ebraiche”. Per questo Santos avrebbe detto di essere “Jew-ish”, gioco di parole che unisce “Jew” cioè “Ebreo” e il suffisso “-ish” che significa “Circa/quasi”.
Una difesa ai limiti dell’imbarazzante per il politico, che però ha già detto di non aver intenzione di dimettersi nonostante sia stato eletto grazie a diverse bugie: “Durante la mia campagna elettorale ho parlato dei problemi della gente, non del mio curriculum. Ho intenzione di mantenere le promesse che ho fatto”.

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