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Si avvicina l’insediamento di Lula: scatta il divieto di portare armi da fuoco a Brasilia

L’escalation di tensione in Brasile non accenna a fermarsi: il primo gennaio 2023 segnerà non solamente l’inizio del nuovo anno,...

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L’escalation di tensione in Brasile non accenna a fermarsi: il primo gennaio 2023 segnerà non solamente l’inizio del nuovo anno, ma anche quello del mandato di Luiz Inácio “Lula” da Silva come presidente del Paese, dopo la vittoria al ballottaggio contro Jair Bolsonaro dello scorso 30 ottobre.                                     L’ormai presidente uscente non ha però ancora riconosciuto la sconfitta e i toni accesi con cui ha commentato il risultato delle elezioni hanno portato a diversi incidenti, con protagonisti i suoi sostenitori, arrivati persino ad assaltare una stazione di polizia a Brasilia. In vista della cerimonia di insediamento di Lula, Alexandre de Moraes, giudice della Corte Suprema, ha preso una decisione drastica, cioè vietare ai cittadini della capitale di portare con loro armi da fuoco per i prossimi quattro giorni.  Con questo provvedimento, il giudice vieterà anche a chi ha un regolare porto di circolare con armi da fuoco, con le autorità che li sanzioneranno esattamente come succederebbe a chi è sprovvisto di licenza. De Moraes ha motivato la scelta parlando dell’alto rischio di crimini perpetrati da gruppi terroristi, finanziati da magnati senza scrupoli. Per questo motivo si è deciso di preservare la sicurezza pubblica, seppur con un divieto temporaneo.                                                                                                                                                      Pochi giorni fa, lo staff di Lula ha richiesto un giro di vite sulle armi da fuoco, dopo l’arresto di George Washington de Oliveria Sousa, benzinaio di 54 anni e sostenitore di Bolsonaro, sospettato di pianificare un attentato dinamitardo all’aeroporto di Brasilia. Parlando agli agenti, ha spiegato che la sua azione puntava a “creare caos, in modo da impedire a Lula di prendere il potere a gennaio”. Crescono quindi le preoccupazioni in vista del primo gennaio, giorno in cui il Brasile dovrebbe aprire una nuova pagina della sua storia, ma che rischia di essere macchiato dalle azioni dei sostenitori di Bolsonaro, che dopo la sconfitta al ballottaggio ha dichiarato che consentirà al passaggio di consegne, ma contestualmente ha sempre definito illegittima la vittoria del suo avversario.

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