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Cina: nuovo rallentamento della produzione, all’alba del 2023

Non comincia con le migliori prospettive il 2023 per la produzione cinese che, secondo i dati rilasciati dall’Istituto nazionale di...

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Non comincia con le migliori prospettive il 2023 per la produzione cinese che, secondo i dati rilasciati dall’Istituto nazionale di Statistica, a dicembre si è contratta per il terzo mese, registrando il calo maggiore dall’inizio del 2020. Alla base di questo rallentamento c’è la situazione sanitaria del Paese, che sta combattendo una nuova ondata di contagi COVID-19, dopo aver improvvisamente allentato le misure antiepidemiche. L’indice mensile dei responsabili degli acquisti è sceso a 47,0 dai 48,0 di novembre (i numeri inferiori a 50 indicano una contrazione dell’attività). La contrazione è stata la maggiore da febbraio 2020, quando era appena iniziata la pandemia di COVID-19. L’indebolimento arriva quando la Cina all’inizio di questo mese ha improvvisamente allentato le restrizioni COVID-19 dopo anni di tentativi di eliminare il virus. Il Paese sta ora affrontando un’epidemia a livello nazionale e le autorità hanno smesso di pubblicare un conteggio giornaliero delle infezioni da COVID-19.                                        Rispetto a novembre sono calati altri sottoindici, per le grandi imprese, la produzione e la domanda nel mercato manifatturiero.  Anche l’indice dei responsabili degli acquisti per il settore non manifatturiero cinese è sceso a 41,6 a dicembre, dal 46,7 di novembre. Questi dati fanno ritenere poco probabile che la Cina possa raggiungere il suo obiettivo di una crescita economica del 5,5% quest’anno, con i previsori che riducono le prospettive a un minimo del 3% di crescita annuale, che sarebbe il secondo più debole almeno dagli anni ’80.

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