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Borse: bene Milano, meglio di Parigi e Francoforte

La Borsa Italiana guida i mercati europei, con il FTSEMib che, alle 15.10, guadagnava l’1,57% a 24.078 punti, in una...

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La Borsa Italiana guida i mercati europei, con il FTSEMib che, alle 15.10, guadagnava l’1,57% a 24.078 punti, in una giornata in cui, mentre Wall Street è chiuso per la festività, così come Londra, ha fatto meglio dei pochi mercati asiatici che hanno fatto contrattazioni.  Il Dax tedesco ha guadagnato lo 0,5% nelle prime contrattazioni a 13.996,02 e il CAC40 di Parigi è salito dello 0,7% a 6.520,71.                                  Per quanto riguarda Wall Street, questa settimana si attendono i dati relativi all’occupazione, anche se l’attenzione è maggiormente puntata sui  verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, da cui cercare di intuire le prossime mosse. Intanto il 2023 è iniziato con persistenti incertezze sulla guerra in Ucraina e sul rischio che gli aumenti dei tassi di interesse, della Fed come di altre banche centrali, destinati a domare l’inflazione, possano portare alla recessione. Per quanto riguarda i mercati asiatici, oggi solo quelli della Corea del Sud e dell’India hanno ”lavorato”. L’indice Kospi della Corea del Sud è sceso dello 0,5% a 2.225,67 e il Sensex di Mumbai ha guadagnato lo 0,4% a 61.109,23. Resta alta l’attenzione sulla Cina, dopo che, nel fine settimana, è stata ufficializzata a dicembre la contrazione della produzione per il terzo mese consecutivo, con il calo maggiore dallo scorso febbraio. E’ abbastanza evidente che le incertezze sono legate al fatto che, dopo avere imposto per anni rigide misure per circoscrivere i contagi da coronavirus, l’improvvisa ed inattesa  decisione di allentarle ha determinato un riesplodere dei casi, anche se non si sa in che ampiezza, posto che le autorità sanitarie non forniscono più dati ufficiali. Altro dato significativo è quello fornito dall’Ufficio nazionale di Statistica, secondo il quale l’indice mensile dei responsabili degli acquisti è sceso a 47,0 dai 48,0 di novembre (50 è la soglia sotto la quale c’è la contrazione dell’attività). Lo spettro della recessione negli Stati Uniti e in altre grandi economie, così come una prolungata crisi in Cina, sono fattori che incombono sui mercati. Come confermato dalle parole di Kristalina Georgieva, capo del Fondo monetario internazionale, che ieri, in un’intervista ad una trasmissione della Cbs, ha detto che l’FMI prevede che ”un terzo dell’economia mondiale sarà in recessione” il prossimo anno.  Georgieva ha affermato, tuttavia, che l’economia statunitense è stata “notevolmente resiliente” e che misure come l’Inflation Reduction Act e le misure sul credito d’imposta per i figli erano “buone per gli Stati Uniti e buone per il mondo”.

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