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Brasile: Lula giura e subito revoca controverse misure del suo predecessore

Mentre si moltiplicano le minacce da parte dei sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro in tutto il Brasile, Luiz Inácio “Lula”...

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Mentre si moltiplicano le minacce da parte dei sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro in tutto il Brasile, Luiz Inácio “Lula” da Silva, a Brasilia, ha prestato giuramento, con la formula tradizionale: “Prometto di mantenere, difendere e rispettare la costituzione, osservare le leggi, promuovere il bene generale del popolo brasiliano, sostenere l’unità, l’integrità e l’indipendenza del Brasile”.                              Il politico di 76 anni, tornato alla presidenza (per la terza volta) dopo una pausa di 12 anni, è arrivato con sua moglie, Rosangela da Silva, alla cattedrale metropolitana di Brasilia prima di recarsi al congresso dove si è svolta una sessione formale, che si aperta con un minuto di raccoglimento dedicato a Pelé e a papa Benedetto XVI.  Lula e la moglie, dopo il giuramento, hanno presenziato alla cerimonia durante la quale al presidente sono stati resi gli onori militari. Una cerimonia che ha rotto una tradizione perché non era presente il predecessore di Lula. Bolsonaro aveva infatti lasciato il Brasile venerdì per la Florida, un viaggio nel quale, con un’ordinanza approvata dal governo, è stato accompagnato da cinque funzionari pubblici. Dopo i risultati elettorali, Bolsonaro si era rivolto al pubblico solo tre volte non facendo cenno all’esito delle elezioni, fomentando quindi nelle frange più radicali del suo elettorato la speranza che i risultati potessero essere annullati.                                                                                                                                ”Oggi il nostro messaggio al Brasile è di speranza e di ricostruzione –  ha detto Lula -. Se siamo qui oggi, è grazie alla coscienza politica della società brasiliana e alla coalizione democratica che abbiamo costruito durante la campagna”. Lula ha quindi affermato che la democrazia è stata il più grande vincitore delle elezioni brasiliane dopo che la sua campagna è stata in grado di superare una serie di ostacoli. ”Nonostante tutto, prevale la decisione nelle urne, grazie a un sistema elettorale riconosciuto a livello internazionale per la sua efficacia. È stato fondamentale l’atteggiamento coraggioso della Magistratura, soprattutto della Corte Suprema Elettorale”, ha proseguito Lula, che ha poi puntato il dito contro l’operato del suo predecessore: ”La diagnosi che abbiamo ricevuto dal gabinetto di transizione è spaventosa. Hanno svuotato le risorse per la Sanità, smantellato l’istruzione, la cultura, la scienza, hanno distrutto le tutele ambientali, non hanno lasciato risorse alla mensa scolastica, ai vaccini, alla sicurezza pubblica, alla protezione delle foreste e all’assistenza sociale”. Lula ha già revocato, nel suo primo giorno da presidente,  alcune controverse misure del governo Bolsonaro,  annullando l’allentamento dei controlli su armi da fuoco e munizioni . Il nuovo presidente anche ristabilito il Fondo Amazzonia, che utilizza fondi esteri per progetti che combattono la deforestazione e preservano l’ambiente.  Lula ha poi approvato la ricostruzione della principale agenzia ambientale brasiliana, Ibama, che aveva visto tagli al personale dopo che Bolsonaro aveva ridotto drasticamente il suo budget. Ha anche firmato un decreto che istituisce il sussidio federale di 600 reais mensili per le famiglie a basso reddito. Lula ha anche prorogato di 60 giorni gli sgravi fiscali sui carburanti, misura introdotta da Bolsonaro nel 2022 che ha fatto scendere i prezzi alle pompe di benzina scadute a fine anno.  Il provvedimento è considerato da molti populista e controverso in quanto ha privato di risorse l’amministrazione federale.                                                          La violenza si è impadronita del Paese con Bolsonaro che ancora non ha ammesso esplicitamente la  sconfitta, nonostante la sua amministrazione affermi che stia cooperando con la transizione del potere. La misura delle tensione che si è creata nel Paese è confermata dal fatto che, per garantire la sicurezza della cerimonia di giuramento, sono stati mobilitati oltre ottomila agenti. Si deve a loro l’arresto di un uomo che cercava di entrare alla festa di inaugurazione portando un coltello e fuochi d’artificio. Si tratta di un sostenitore di Bolsonaro, di Rio de Janeiro, che, ha detto alla Polizia,  voleva “creare il caos” per impedire a Lula di assumere l’incarico.

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