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Gb: per fermare l’ondata di scioperi, il governo incontra i sindacati

L’ondata di scioperi che ha investito il Regno Unito dal mese di dicembre, con il settore dei trasporti e quello...

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L’ondata di scioperi che ha investito il Regno Unito dal mese di dicembre, con il settore dei trasporti e quello della sanità pubblica oramai quasi al collasso, ha convinto il governo conservatore a incontrare i leader sindacali, con tavoli diversi. Il ministro della Salute, Steve Barclay, si è confrontato con i sindacati sanitari. Lo stesso stanno facendo altri ministri che incontrano i rappresentanti dei dipendenti del comparto ferroviario e quelli del settore dell’Istruzione,  con gli insegnanti che pensano a nuove e più dure forme di protesta. Gli scioperi stanno interessando molto comparti, tutti convinti che l’astensione dal lavoro sia l’unico strumento per sostenere le loro richieste salariali: gli addetti ai bagagli aeroportuali; il personale di frontiera; istruttori di guida; autisti di autobus; dipendenti del Servizio postale.                   Una delle vertenze più dura è quello che vede gli infermieri e gli operatori delle ambulanze fermi per un braccio di ferro con il Servizio sanitario nazionale, dal quale reclamano incrementi di stipendio per tenere il passo con l’aumento del costo della vita.                                                                                                L’inflazione nel Regno Unito ha infatti toccato il massimo degli ultimi 41 anni, + 11,1% a alla fine dello scorso anno, sotto la spinta dei costi dell’energia e dei generi alimentari. Il capo del sindacato degli infermieri, il Royal College of Nursing, ha espresso un prudente ottimismo, dopo che il primo ministro Rishi Sunak si è detto disposto a discutere le richieste di salario “conveniente e responsabile”. Ma il fatto che di adeguamenti salariali il governo è disposto a discutere, ma solo per l’anno finanziario 2023-24 non ha certo rasserenato il clima, che è stato reso ancora più teso dal fatto che il gabinetto ha fissato “livelli minimi di sicurezza” (quelle che potrebbero essere ritenute fasce di garanzia per la popolazione) per i vigili del fuoco, i servizi di ambulanza e le ferrovie che devono essere comunque garantiti. A creare maggiore preoccupazione è la situazione del sistema sanitario, di fronte ad un aumento esponenziale delle domande di assistenza dopo l’allentamento delle restrizioni dovute alla pandemia, anche a causa di  un’ondata di influenza e altri virus invernali dopo due anni di blocco. Migliaia di letti d’ospedale sono occupati da persone che possono essere dimesse ma non hanno un posto dove andare a causa della scarsità di posti per l’assistenza a lungo termine. Ciò ha portato a ambulanze bloccate fuori dagli ospedali con pazienti che non possono essere ricoverati, e a loro volta a persone con emergenze sanitarie che aspettano ore per l’arrivo delle ambulanze.

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