NEWS > 10 Gennaio
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Economia: Banca mondiale, pericolosamente vicini ad una recessione

L’economia globale, nel 2023, arriverà “pericolosamente vicino” a una recessione, guidata da una crescita più debole in tutte le principali...

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L’economia globale, nel 2023, arriverà “pericolosamente vicino” a una recessione, guidata da una crescita più debole in tutte le principali economie del mondo – Stati Uniti, Europa e Cina -. E’ questo l’avvertimento lanciato, oggi, dalla Banca Mondiale nel suo rapporto annuale, dove ha tagliato le sue previsioni per la crescita globale quest’anno di quasi la metà, a solo l’1,7%, rispetto alla precedente proiezione del 3%. Se tale previsione fosse confermata,  sarebbe la terza espansione annuale più debole degli ultimi tre decenni. Peggio è accaduto solo dopo la crisi finanziaria globale del 2008 e, nel 2020, per gli effetti della pandemia. Anche se gli Stati Uniti potrebbero evitare una recessione quest’anno – la Banca mondiale prevede che l’economia statunitense sosterrà la crescita dello 0,5% -, la debolezza globale probabilmente porrà un altro ostacolo per le imprese e i consumatori americani, oltre a prezzi elevati e tassi di indebitamento più costosi.                                                                                                        L’economia americana, peraltro, resterebbe esposta alle conseguenze di muove interruzioni della catena di approvvigionamento, legati ad un possibile peggioramento legato ad una recrudescenza del COVID-19 o di una  lunga durata della guerra in Ucraina. Per la Banca Mondiale, l’aumento dei tassi di interesse nelle economie sviluppate come gli Stati Uniti e l’Europa attirerà capitali di investimento dai Paesi più poveri, privandoli così di investimenti nazionali cruciali. Tassi di interesse più alti rallenteranno la crescita nei Paesi sviluppati in un momento in cui l’invasione russa dell’Ucraina ha mantenuto alti i prezzi mondiali dei prodotti alimentari.
Soffermandosi sugli effetti dell’invasione russa deell’Ucraina, il presidente della Banca mondiale, David Malpass , ha detto che  “le prospettive sono particolarmente devastanti per molte delle economie più povere in cui la riduzione della povertà è già a un punto morto ed è probabile che l’accesso all’elettricità, ai fertilizzanti, al cibo e al capitale rimanga limitato per un periodo prolungato”. A pagare più pesantemente l’impatto di una recessione globale  sarebbero i Paesi più poveri, come quelli dell’ Africa sahariana. Il rapporto segue una previsione altrettanto cupa di una settimana prima di Kristina Georgieva, capo del Fondo monetario internazionale, l’agenzia di prestito globale. Georgieva ha stimato che un terzo del mondo cadrà in recessione quest’anno.

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