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Gb: ong chiede a governo, pensioni in anticipo per i malati terminali

L’ente di beneficenza britannico Marie Curie, che fornisce assistenza alle persone affette da malattie terminali, ha chiesto al governo nel...

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L’ente di beneficenza britannico Marie Curie, che fornisce assistenza alle persone affette da malattie terminali, ha chiesto al governo nel Regno Unito di anticipare il pagamento delle pensioni per i cittadini che hanno pochi anni di vita  davanti a loro. L’organizzazione ha scelto di lanciare questo appello, parlando in termini molto “pratici” della questione: sono tantissimi i malati terminali ancora in età lavorativa che probabilmente non sopravviveranno abbastanza a lungo per potere percepire la pensione. Erogarla in anticipo sarebbe un gesto che permetterebbe loro di godersi il ritorno dei loro contributi per un periodo ragionevole di tempo, oltre che una misura con un impatto minimo sui costi del Dipartimento del Lavoro (costo stimato di 114 milioni di sterline, meno dell’1% dei costi annuali).                                       La proposta, che di fatto mira a riformare la regolamentazione delle pensioni, è stata supportata da una petizione con cui sono state raccolte oltre 164.000 firme, mentre e un recente sondaggio mostra che il 75% dei cittadini britannici è favorevole all’idea. Mark Jackson, research manager dell’ente Marie Curie, ha così commentato: “La maggior parte delle persone che muore in età lavorativa per malattie terminali ha pagato oltre 23 anni di contributi allo stato. Approvare questa modifica del sistema pensionistico permetterebbe a tante di loro di non cadere in povertà alla fine delle loro vite. Credo sia un il minimo che ci si possa aspettare da una società civile, verso confronti di persone destinate a morire”.                             Gli ha fatto eco Helen Barnard, direttrice associata della Fondazione Joseph Rowntree, che giornalmente agisce per combattere la povertà in Gran Bretagna: “È semplicemente sbagliato che così tanti uomini e donne finiscano la loro vita in condizioni di povertà: le famiglie subiscono il peso di non poter sostenere queste persone, invece che provare a passare del tempo prezioso coi loro cari nei loro ultimi giorni, mesi o anni”.                                                                                                                                                             Il Guardian ha raccolto le dichiarazioni di un portavoce del Dipartimento per il Lavoro e le Pensioni: “Una diagnosi terminale è un peso inimmaginabile e la nostra priorità è sostenere economicamente le persone che ne sono interessate. Esse hanno accesso a benefit senza bisogno di periodi di attesa o approvazioni: nel 2022 abbiamo ampliato il nostro supporto a migliaia di nuovi pazienti”.

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