NEWS > 12 Gennaio
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Carburanti: i gestori accusano il governo e minacciano uno sciopero

Le associazione dei gestori degli impianti di distribuzione di carburanti hanno dichiarato lo stato di agitazione, indicendo uno sciopero di...

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Le associazione dei gestori degli impianti di distribuzione di carburanti hanno dichiarato lo stato di agitazione, indicendo uno sciopero di due giorni per protestare contro il decreto del Governo che impone loro rigide norme per quanto riguarda la comunicazione, ai clienti, del prezzo da loro praticato e di quello medio nazionale. In una nota firmata congiuntamente da Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio, i gestori si dicono vittima di una ”ondata di fango”, che si è abbattuta ”contro una categoria di onesti lavoratori ”. Per dare forza alla loro protesta, nel  proclamare lo stato di agitazione della categoria, su tutto il territorio nazionale, le  organizzazioni hanno annunciato una ”due giorni” di sciopero (per il 25 e il26 gennaio 2023) e una manifestazione che si svolgerà davanti alla Camera.              I toni della nota di Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio sono durissimi, accusando il governo di avere aumenta il prezzo dei carburanti (anche se tecnicamente non è esatto, avendo l’esecutivo non confermato gli sconti sulle accise) scaricando la responsabilità sui gestori ”che diventano i destinatari di insulti ed improperi degli automobilisti esasperati. E’ stata avviata contro la categoria una campagna mediatica vergognosa”. Nella nota si dice, ancora, che ”vengono beatificati i trafficanti di illegalità che operano in evasione fiscale e contributiva e che sottraggono all’Erario oltre 13 miliardi di euro l’anno”. ”L’impressione che la categoria ha tratto da questa vicenda – sostengono ancora le tre sigle – è quella di un Esecutivo a caccia di risorse per coprire le proprie responsabilità politiche, senza avere neppure il coraggio di mettere la faccia sulle scelte operate e ben sapendo che l’Agenzia delle Dogane, il Mimit, e l’Agenzia delle Entrate hanno, già oggi, la conoscenza e la disponibilità di dati sul movimento, sui prezzi dei carburanti e sull’affidabilità delle comunicazioni giornaliere rese dalla categoria. E’ un imbroglio mediatico al quale le organizzazioni di categoria intendono dare risposte con la mobilitazione dei gestori”.

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