NEWS > 13 Gennaio
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Argentina, inflazione al picco dell’ultimo trentennio: prezzi raddoppiati

L’Argentina sta registrando un’impennata del costo della vita che, stando ai numeri ufficiali, ha visto i prezzi salire in media ...

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L’Argentina sta registrando un’impennata del costo della vita che, stando ai numeri ufficiali, ha visto i prezzi salire in media  di ben 94,8 punti percentuali negli ultimi 12 mesi, dal dicembre del 2021. In un periodo che segna l’aumento più ripido dell’inflazione per il Paese dal 1991. Una situazione critica per i consumatori argentini e che non sembra poter essere risolta dalle politiche attuate: nel 2022, la Banca Centrale ha alzato il tasso di interesse al 75%, nel tentativo di contenere l’impennata del costo della vita, con il tasso inflazione mensile che nel Paese si è attestato al 5,1% per dicembre. Un dato positivo, ampiamente al di sotto del picco registrato a luglio dello scorso anno (di 7,4%),  che è comunque ben lontano dall’essere rassicurante.                                                                                                                         Il carovita registrato lo scorso mese è legato all’aumento dei prezzi generale fra ristoranti, alberghi, venditori di bevande alcoliche o di tabacco, per una percentuale media che supera il 7%. E all’aumento del costo delle merci, si accompagna anche un’importante crescita di quello dell’energia, come sta accadendo in gran parte del mondo.  Innegabile l’impatto sul sistema economico avuto dalla guerra fra Russia e Ucraina, ma la situazione in Argentina è stata caotica anche per questioni interne, col Paese che durante il 2022 ha cambiato ben tre ministri dell’Economia nel giro di quattro settimane, con l’attuale ministro Sergio Massa in carica da agosto che ha provato a bloccare la cavalcata dell’inflazione con misure molto decise. In questo modo è stato quantomeno scongiurato il pericolo della doppia cifra per quanto riguarda l’inflazione annuale. A questo si aggiunge la revisione del piano di aiuti originariamente firmato col Fondo Monetario Internazionale nel marzo del 2022 per rifinanziare un debito da 44 miliardi di dollari, modificato a dicembre con una misura da ulteriori 6 miliardi di dollari.

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