NEWS > 13 Gennaio
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Qatargate: il presidente Metsola vuole regole chiare su incarichi e contatti con Paesi terzi

Il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, un mese dopo l’esplosione della vicenda di corruzione del ”Qatargate”, ha presentato ai...

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Il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, un mese dopo l’esplosione della vicenda di corruzione del ”Qatargate”, ha presentato ai presidenti dei gruppi politici dell’assemblea il suo progetto che intende prevenire che casi come quello oggetto delle indagini della magistratura belga possano ripetersi.  Il suo piano si compone di quattordici punti che mirano a combattere meglio i conflitti di interesse e a prevenire il più possibile interferenze da Paesi terzi, come Cina, Russia o Qatar.                      Tra le altre cose, Metsola  vuole che gli eurodeputati rendano noti sempre gli incarichi di lavoro che ricoprono al di fuori del loro mandato legislativo. Una volta che lasciano il Parlamento, questo uno dei punti del progetto, non dovrebbero essere in grado di svolgere compiti di lobbying per un periodo da determinare. “Questo sarà uno dei punti più difficili della trattativa” , confida il presidente.                Roberta Metsola, che faceva parte del gruppo dei Popolari europei, chiede che parlamentari e i loro assistenti ufficializzino tutte le loro attività. Oggi, solo i presidenti di commissione e i relatori sono tenuti a farlo, e tale obbligo non si applica ai loro incontri con rappresentanti di Paesi terzi. Metsola  sostiene anche l’abolizione dei gruppi di amicizia tra l’Unione europea e i Paesi terzi che, esistendo al di fuori di qualsiasi quadro,  non sono soggetti ad alcun controllo. Nell’immediato futuro, il presidente intende applicare le regole attuali, la cui attuazione, come hanno confermato le indagini sul cosiddetto  “Qatargate”, rimane incerta. Come ad esempio il fatto che  i deputati sono tenuti a dichiarare i viaggi non retribuiti del Parlamento in Paesi terzi, ma non lo fanno sistematicamente.

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