NEWS > 16 Gennaio
DUEMILA23

Sempre meno europei credono di dovere uscire dall’Ue.

Cala in modo significativo la percentuale di sostengo all’uscita dall’Ue dei cittadini europei, soprattutto considerando quando accaduto in Gran Bretagna...

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Cala in modo significativo la percentuale di sostengo all’uscita dall’Ue dei cittadini europei, soprattutto considerando quando accaduto in Gran Bretagna con la Brexit. E’ questo il risultato di una indagine, condotta dall’Università di Londra, fatta in 30 nazioni europee, ogni due anni a partire dal 2001. Forti cali si sono registrati in merito alla possibilità di lasciare l’Unione europea in Finlandia (dal 28,6% al il 15,4%); nei Paesi Bassi (dal 23% al 13,5%); nel Portogallo (dal 15,7% al 6,6%); in Austria (dal 26% al 16,1%), Francia (dal 24,3% al 16%). in ​​Ungheria (dal 16% al 10,2%), in Spagna (dal 9,3% al 4,7%), in Svezia (dal 23,9% al 19,3%) e in Germania (dal 13,6% all’11%). Il sostengo maggiore all’ipotesi di uscire dall’Ue sono stati registrati nella Repubblica ceca (29,2%), in Italia (20,1%) e in Svezia (19,3%), ma anche in questi Paesi è diminuito rispettivamente di 4,5 punti percentuali, 9,1 punti e 4,6 punti rispettivamente dal 2016-2017. Il più basso tasso di appoggio ad una uscita dall’Unione europea è stato registrato in Spagna (4,7%).        Nella valutazione dell’ipotesi hanno forse pesato i lunghi e difficili negoziati della Gran Bretagna per lasciare l’UE, ma anche le conseguenti turbolenze politiche del Paese – cinque primi ministri in sei anni – e le sue attuali difficoltà sociali ed economiche, che molti nel Regno Unito attribuiscono almeno in parte dalla Brexit.  Secondo gli analisti, la pandemia di Covid e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia hanno spinto molti cittadini dell’UE a considerare l’adesione in modo più favorevole, e le decisioni di molti partiti anti-UE, come in Francia e Italia, di abbandonare le politiche Frexit o Italexit a favore di riformare l’UE dall’interno. L’indagine ESS ha inoltre rilevato che l’attaccamento emotivo degli intervistati all’Europa è aumentato tra il 2016 e il 2022 nella maggior parte degli Stati membri. Alla domanda di valutare quanto si sentivano attaccati al blocco su una scala da zero a 10, il 54,9% degli intervistati portoghesi ha risposto tra sette e 10 nel 2020-2022, contro il 41,5% nel 2016-2017. Il forte attaccamento emotivo all’Europa in Finlandia è salito al 58,7% dal 46% nello stesso periodo, mentre in Ungheria – impegnata in una disputa sullo stato di diritto sempre più aspra con Bruxelles – è passato dal 60% al 70,3%. In Italia le cifre corrispondenti erano 37,2% e 44,3%, e in Francia 44% e 48,8%. Stabili Germania e Spagna.

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