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Energia: boom di profitti,per Shell, quasi 40 miliardi di dollari nel 2022

Shell ha dichiarato che i suoi profitti nel 2022 sono raddoppiati a un livello record, mentre i prezzi del petrolio...

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Shell ha dichiarato che i suoi profitti nel 2022 sono raddoppiati a un livello record, mentre i prezzi del petrolio e del gas naturale sono aumentati vertiginosamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Secondo una nota ufficiale, Shell ha registrato utili rettificati per 39,9 miliardi di dollari per il 2022 nei suoi risultati finanziari per gli ultimi tre mesi dell’anno. Gli utili rettificati nel quarto trimestre, che escludono gli elementi una tantum e le fluttuazioni del valore delle scorte, sono aumentati del 50%, a 9,8 miliardi di dollari, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Shell è l’ennesima compagnia petrolifera a riportare profitti eccezionali, rinfocolando le polemiche per il fatto che l’industria dei combustibili fossili faccia poco per compensare le bollette energetiche elevate per le famiglie e le piccole imprese, né si impegni realmente per ridurre le emissioni di carbonio che alterano il clima. Anche altre compagnie, come Exxon Mobil, BP e TotalEnergies hanno registrato enormi profitti trimestrali lo scorso anno.                    Comunque, il nuovo CEO Wael Sawan (ha assunto l’incarico a inizio anno, sostituendo Ben van Beurden) ha colto l’occasione per ribadire che i risultati dimostrano la “capacità di Shell di fornire energia vitale ai nostri clienti in un mondo instabile”.
La nomina di Sawan, che è stato direttore delle attività integrate di gas, energie rinnovabili e soluzioni energetiche, è stata  vista nell’ottica della strategia di Shell per assumere un un ruolo di primo piano nella transizione energetica. Shell sta inoltre aumentando il pagamento dei dividendi del 15% e riacquistando azioni per un valore di 4 miliardi di dollari.  Per alleviare le difficoltà delle famiglie e dei consumatori, l’Unione Europea e singoli Paesi come la Gran Bretagna e l’Italia hanno imposto tasse straordinarie alle società energetiche e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha sollevato l’idea di una tassa sui profitti di guerra.  Intanto l’organizzazione no profit Global Witness continua la sua campagna contro la compagnia, sostenendo che ”per i milioni di persone in tutto il mondo che stanno lottando con l’alto costo dell’energia o gli impatti della crisi climatica, la Shell che raccoglie profitti record sembrerà giustamente incredibilmente ingiusta”.  Global Witness non si è limitata alle dichiarazioni, presentando ieri un reclamo alle autorità di regolamentazione statunitensi delle attività di borsa in cui accusano Shell di greenwashing. Il gruppo ha chiesto alla Securities and Exchange Commission di indagare se Shell abbia infranto le leggi sui titoli e abbia ingannato gli investitori sulla portata dei suoi investimenti in energie rinnovabili. Global Witness afferma che la sua analisi mostra che l’1,5% della spesa in conto capitale di Shell è andata alla produzione di energia eolica e solare, rispetto al 12% dichiarato dalla società nel suo rapporto annuale 2021.

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