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Forte terremoto in Turchia e Siria: migliaia le vittime

(servizio aggiornato) – Sono oltre 1.900 i molti e moltissimi i feriti per i due terremoti che hanno colpito la...

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(servizio aggiornato) – Sono oltre 1.900 i molti e moltissimi i feriti per i due terremoti che hanno colpito la Turchia sud-orientale, vicino al confine siriano. Il bilancio viene considerato ancora provvisorio perché molti palazzi sono crollati. L’epicentro del primo terremoto, di grado 7,9 della scala Richter, è stato localizzato vicino alla città di Gaziantep. Il secondo, di magnitudo 7,5, si è registrato a distanza di qualche ora, quando i soccorritori erano nel pieno della loro attività. In Turchia, AFAD, un ente pubblico di gestione dei disastri, riferisce di 1.121 morti e 7.634 feriti. Secondo uno dei suoi rappresentanti, sono crollati 2.834 edifici e tra le macerie si potrebbero ancora trovare molti dei dispersi. In Siria il bilancio delle vittime è di 783, secondo i dati forniti dal ministero della Salute e dai soccorritori delle aree ribelli. Il ministero, citato dall’agenzia ufficiale SANA, denuncia 403 morti e 1.284 feriti nelle province di Aleppo, Latakia, Hama e Tartous, sotto il controllo del regime. Nelle zone ribelli i soccorritori dei Caschi Bianchi hanno contato 380 morti e più di mille feriti.  Dopo la prima, fortissima, sono state avvertite decine di scosse di assestamento fino a quella da 7,5 gradi Richter. Le operazioni di soccorso cercano di salvare le decine di persone intrappolate sotto le macerie, dopo che centinaia di edifici sono crollati in entrambi i Paesi.
La Turchia dichiara lo stato di emergenza e invita le persone a non utilizzare i telefoni cellulari per consentire ai soccorritori di coordinarsi.  Il terremoto è stato avvertito da milioni di persone in Turchia, Siria, Libano, Cipro e Israele. Nelle regioni meridionali d’ Italia era stato dichiarato un allerta tsunami, poi revocato.  I servizi ferroviari sulle ferrovie vicino alla costa delle regioni meridionali sono stati interrotti per circa un’ora lunedì mattina, per misura precauzionale, ma poi hanno ripreso. Gli Stati Uniti sono “profondamente preoccupati” per le notizie sul disastro, ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ordinato all’agenzia di sviluppo internazionale del Paese di valutare come può aiutare Turchia e Siria. Molti Paesi hanno manifestato la volontà di aiutare concretamente l’opera dei soccorritori.  La Francia invierà questa sera 139 soccorritori della sicurezza civile in Turchia, ha annunciato il ministro dell’Interno Gérald Darmanin. La Francia è “pronta a fornire aiuti di emergenza alle popolazioni” , ha twittato in mattinata Emmanuel Macron. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha “approvato” l’invio di aiuti alla Siria, scossa da un micidiale terremoto, dopo una richiesta di Damasco pervenuta attraverso canali “diplomatici”  (i due Paesi non hanno relazioni ufficiali).  Il Regno Unito invia “aiuti immediati” alla Turchia, tra cui una squadra di 76 soccorritori, attrezzature e cani, dopo il terremoto che ha scosso anche la Siria. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico James Cleverly. In Siria, i White Helmets finanziati dal Regno Unito hanno “mobilitato le loro risorse” , ha aggiunto su Twitter , sottolineando che il suo governo era “pronto a fornire ulteriore assistenza” . Anche la Grecia e l’Ucraina sono pronte a inviare personale specializzato per queste emergenze. Anche l’Italia intende aiutare le popolazioni colpite dal sisma. Da Palazzo Chigi è arrivata la disponibilità a mobilitare le strutture della Protezione civile, mentre il presidente del Consiglio ha chiesto di essere aggiornata costantemente su quanto accade.  La cittadella di Aleppo e diversi altri siti archeologici sono stati danneggiati dal terremoto che ha colpito la Siria, ha affermato la Direzione generale delle antichità e dei musei. “Il mulino ottomano all’interno della cittadella di Aleppo è parzialmente crollato e parti delle mura difensive nel nord-est sono incrinate e separate “, ha detto in una nota. Sono crollate anche “gran parte della cupola del faro della moschea ayyubide” , situata all’interno della cittadella, “compreso l’ingresso della torre difensiva mamelucca” . Nella città vecchia di Aleppo, situata nel nord-ovest della Siria, sono stati danneggiati anche diversi edifici residenziali adiacenti alle mura storiche. La Direzione generale delle antichità e dei musei ha pubblicato su Facebook foto che mostrano il minareto della moschea ayyubide, la facciata dell’ospizio ottomano e parti della cittadella di Aleppo danneggiate. Nella provincia di Hama, nella Siria centro-occidentale, le équipe archeologiche hanno riportato danni « all’interno dell’antico castello di Al-Marqab», a Banyas, oltre alla parziale caduta di mura e di una torre. Anche le facciate storiche sono crollate ad Hama.

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