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Oceani, 170 trilioni di particelle di plastica galleggianti. Inquinamento fuori controllo.

Scienziati: «Inquinamento senza precedenti» Lo studio del team di Gyres Institute: i tradizionali metodi per arginare il problema potrebbero non...

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Scienziati: «Inquinamento senza precedenti»

Lo studio del team di Gyres Institute: i tradizionali metodi per arginare il problema potrebbero non essere più sufficienti

L’inquinamento marino ha raggiunto «livelli senza precedenti negli ultimi 15 anni» con 170 trilioni di particelle di plastica, del peso di circa 2 milioni di tonnellate, che galleggiano negli oceani. “Smog da plastica”, lo ha definito uno studio pubblicato sulla rivista “Plos One” a cura di un team di scienziati del 5 Gyres Institute

In base a quanto emerso dallo studio, senza un intervento politico urgente per limitare la produzione di plastica, la velocità con cui questo genere di rifiuti entrerà nell’oceano aumenterà di circa 2,6 volte tra oggi e il 2040. Per questo, secondo gli esperti, i tradizionali metodi per arginare il problema potrebbero non essere più sufficienti. 

Conseguenze disastrose

«L’aumento esponenziale delle microplastiche negli oceani del mondo è un duro avvertimento che dobbiamo agire ora su scala globale, smettere di concentrarci su pulizia e riciclaggio e inaugurare un’era di responsabilità aziendale per l’intera vita delle cose che si producono – ha affermato il dottor Marcus Eriksen, uno degli autori dello studio – La pulizia è inutile se continuiamo a produrre plastica al ritmo attuale. Abbiamo sentito parlare di riciclaggio per troppo tempo, ma l’industria della plastica rifiuta qualsiasi impegno a progettare oggetti in ottica di riciclabilità. È ora di affrontare il problema della plastica alla fonte».

l 5 Gyres Institute ha pubblicato la prima stima globale dell’inquinamento marino da plastica nel 2014, stabilendo che  nell’oceano di allora erano presenti più di 5 trilioni di particelle di plastica. La nuova rilevazione è nata quindi dall’esigenza di valutare l’efficacia delle misure intraprese dalla comunità internzionale per limitare l’inquinamento da plastica nelle acque.

Il team di scienziati internazionali ha quindi analizzato i dati globali raccolti tra il 1979 e il 2019 da quasi 12mila punti di campionamento negli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano e nel Mar Mediterraneo.

Come ha spiegato Eriksen, i ricercatori hanno concluso che se non verranno inttrodotte misure urgenti per ridurre la produzione di plastica non riciclabile, la velocita con cui questa entra nelle acque è destinata ad aumentare.

I ricercatori hanno poi affermato anche di aver identificato tendenze simili per quanto riguarda l’inquinamento da plastica sulle spiagge.

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