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Silicon Valley Bank fa tremare le Borse: crollano i titoli delle banche.

Silicon Valley Bank (Svb) scuote i mercati: la paura di un fallimento dell’istituto di credito con sede a Santa Clara,...

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Silicon Valley Bank fa tremare le Borse: crollano i titoli delle banche

Silicon Valley Bank (Svb) scuote i mercati: la paura di un fallimento dell’istituto di credito con sede a Santa Clara, in California, ha fatto cadere i titoli finanziari e bancari, mandando in rosso le Borse di tutto il mondo. Per compensare 1,8 miliardi di dollari di perdite dalla vendita di obbligazioni del suo portafoglio, la banca specializzata nel settore tecnologico ha deciso, a sorpresa, un aumento di capitale da 2,25 miliardi. Ma l’annuncio ha innescato il panico tra gli investitori, che giovedì hanno fatto sprofondare del 60,4% il titolo Svb sul Nasdaq e poi, nell’after hours, di un altro 30%. La notizia dei problemi di Svb ha accentuato il nervosismo che già agitava i mercati per la chiusura di Silvergate, l’istituto di credito incentrato sulle criptovalute. Così il doppio allarme ha contagiato gli altri titoli bancari, prima a Wall Street, dove giovedì le quattro principali banche statunitensi – Citigroup, Wells Fargo, JpMorgan Chase, Bank of America – hanno bruciato oltre 52 miliardi di dollari di capitalizzazione. Poi, venerdì, sui listini di tutto il mondo, Italia compresa.

La giornata delle Borse

In Europa l’indice Stoxx 600 a ora di pranzo cedeva l’1,4%, con Londra maglia nero (-1,8%). In calo anche Milano e Madrid (-1,6%), Francoforte (-1,4%) e Parigi (-1,3%). A fondo l’indice dei titoli bancari (-3,9%), appesantito dai crolli di Societe Generale (-5,5%), Deutsche Bank (-5,4%) e Banco Santander (-4,9%). A Piazza Affari tra i titoli peggiori Bper (-4,2%), Fineco (-3,6%), Banco Bpm (-3,1%) e Mps (-3%). Ma la flessione si è esteso anche alle società tecnologiche e dell’automotive.

Solo l’apertura positiva di Wall Street, grazie al buon dato sull’andamento del mercato del lavoro americano, con 311 mila nuovi posti di lavoro creati a febbraio, ha permesso alle Borse europee di ridurre le perdite. Ma poi anche Oltreoceano gli indici hanno cambiato direzione.

Svb specializzata in start up e settore hitech

Fondata nel 1983, Svb opera negli Stati Uniti, in Europa, in Asia e in Israele e offre una serie di servizi finanziari all’ecosistema delle start-up, dalla semplice tenuta del conto bancario alla consulenza per la raccolta di fondi. Sul suo sito web, Sbv si vanta di lavorare con circa il 50% delle aziende tecnologiche, sanitarie e biotecnologiche sostenute dai fondi di venture capital statunitensi, tra cui le piattaforme Pinterest e Shopify.

I problemi sono cominciati mercoledì. Per rafforzare il capitale in seguito alle perdite derivanti dalla più ampia crisi del settore tecnologico, la banca ha annunciato un aumento da 2,25 miliardi, che non è stato gradito dagli investitori. I partner di importanti società di venture capital, avrebbero contattato le società in portafoglio, in alcuni casi invitandole a ritirare il loro denaro dalla banca. Tra questi, l’agenzia Bloomberg cita il Founders Fund di Peter Thiel, Coatue Management e Union Square Ventures.

Il punto è che dopo oltre un decennio di costo del denaro a zeroil brusco rialzo dei tassi di interesse ha lasciato le banche cariche di obbligazioni a basso tasso di interesse, che non possono essere vendute in fretta senza subire perdite. Quindi, se troppi clienti attingono ai loro depositi in una volta sola, si rischia un tonfo. E’ quello che è successo a Svb che ha venduto 21 miliardi di dollari di titoli finanziari per ottenere liquidità immediata, con una perdita di 1,8 miliardi di dollari.

La grande crisi finanziaria del 2007-2008 e il caso Lehman Brothers

Anche l’ultima volta l’allarme partì da una banca, provocando la grande crisi finanziaria globale del 2007-2008, la peggiore dagli anni ‘30. Prima fu Bear Stearns, collassata nel marzo 2008 e venduta a Jp Morgan Chase. Poi nel settembre dello stesso anno, Lehman Brother, che invece la Fed decise di non salvare. Il resto è storia recente. La speranza è che oltre dieci anni di tassi a zero e politica monetaria ultra accomodante non abbiano provocato le premesse di una nuova terribile crisi.

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