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Card. Krajewski, ‘in Vaticano c’è il vuoto, senza nostro pastore ci sentiamo smarriti’

‘Conosciamo tutti la sua tenacia e la sua determinazione, confidiamo che il suo ritorno tra noi sia rapido’ “Senza il...

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‘Conosciamo tutti la sua tenacia e la sua determinazione, confidiamo che il suo ritorno tra noi sia rapido’

“Senza il Papa sentiamo il vuoto in Vaticano” e “mi manca tanto, umanamente e come nostro Pastore. È come quando il padre è fuori casa e i figli patiscono. In questi giorni pensiamo tanto al Santo Padre al Gemelli, con un po’ di preoccupazione ma con grande fiducia in un suo ritorno a breve. E una moltitudine di persone da tutto il mondo, a cominciare dai poveri di Roma e dai bisognosi che lui cerca sempre di aiutare, sta manifestando l’immenso amore che prova per lui”. Lo afferma, in un’intervista a ‘la Stampa’, il cardinale polacco Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa.

Riguardo allo stato d’animo dei prelati d’Oltretevere in questi giorni di ricovero del Papa, il card. Krajewski sottolinea: “Ci manca, e tanto. Dal punto di vista umano. E ci manca la nostra guida. Lui è il nostro Pastore, tutti ci sentiamo disorientati e smarriti quando non c’è il pastore tra noi. Capita ogni volta che il Papa è lontano per i viaggi internazionali, figuriamoci quando è in ospedale. Ma, anche se non conosco alcun dettaglio medico, conosciamo tutti la sua tenacia e la sua determinazione, dunque confidiamo che il suo ritorno tra noi sia rapido”.

“Il Vaticano non è lo stesso, senza dubbio. È diverso. Si sente il vuoto quando il Papa non c’è. Capita un po’ come a casa nelle famiglie – racconta – Quando il papà è assente per un po’ di tempo i bambini, anche se magari non lo dicono, sentono la sua mancanza, vorrebbero chiamarlo, telefonargli, raccontargli cioè che è successo loro a scuola o con gli amici, sapere che cosa fa, quando torna. Questo è normale. Ma è così anche per noi preti, vescovi e cardinali della Santa Sede, ci comportiamo allo stesso modo dei figli. Tutti siamo qui che in ogni attimo pensiamo a come sta il Papa, a ciò che gli staranno facendo in ospedale, a quando sarà di nuovo in mezzo a noi. E poi, ci vengono in mente tutte le cose da dirgli, non solo di ‘lavoro’, le manifestazioni di affetto che vorremmo recapitargli al Gemelli. Ma non ci sentiamo impotenti”. “Preghiamo tanto per lui, come lui chiede sempre a tutti. Preghiamo con fiducia e speranza”, conclude.

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