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Sanità: medici famiglia, ‘in mille in piazza a Bari a in difesa del Ssn’

Scotti (Fimmg), ‘dalla manifestazione ci aspettiamo risposte anche a valenza nazionale’ In mille in piazza a Bari in difesa della...

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Scotti (Fimmg), ‘dalla manifestazione ci aspettiamo risposte anche a valenza nazionale’

In mille in piazza a Bari in difesa della sanità pubblica. Tanti medici, provenienti dalle diverse province pugliesi, “ma anche cittadini e una buona rappresentanza dei collaboratori di studio”. Sono i numeri – riferiti all’Adnkronos Salute dal segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti – della manifestazione organizzata dalla Fimmg Puglia a partire da un appello: “Difendi la tua salute e il Servizio sanitario nazionale. Difendi il tuo medico di medicina generale”. Alla base della protesta il forte disagio della categoria, denunciato da tempo dai sanitari.

Un malessere quello dei medici del territorio legato a più fattori: l’aumento esponenziale della burocrazia che sottrae tempo alla cura dei pazienti; l’aumento dei carichi di lavoro dovuto all’invecchiamento della popolazione; la crescita delle aggressioni ai danni del personale sanitario; la carenza di medici. “C’è stata un’ampia partecipazione alla manifestazione di oggi – riferisce il leader sindacale – dei medici delle diverse province pugliesi. Ma al di là della connotazione più regionale, con una medicina di famiglia in cui non si sta più investendo, c’è anche un’evidente attenzione e preoccupazione che ha una valenza nazionale perché tutto questo avviene in una Regione in cui il Governatore è anche il vicepresidente della Conferenza delle Regioni”. 

Anche per questo, “dalla manifestazione di oggi, ci aspettiamo risposte più complessive: le Regioni non possono continuare a lamentare una carenza di risorse ma non confrontarsi, per ottenere le risorse stesse, con le forze professionali su possibili soluzioni”, aggiunge Scotti. E gli esempi di una limitata attenzione al territorio non mancano per Scotti: “siamo a marzo e, per l’ennesima volta, le Regioni non hanno ancora pubblicato i bandi del triennio per i medici di famiglia. E poi ci lamentiamo della carenza di professionisti?”.

E ancora: “nonostante sia previsto da un accordo nazionale, nulla si vede sulla diagnostica nei nostri studi: si continua a prospettare un modello legato al Pnrr e non si fa niente per investire sull’oggi. Noi siamo invece convinti che si debba partire dall’investimento sulle risorse umane”.

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