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Covid: inchiesta mascherine Lazio, decreto ‘da Eco.Tech truffa attraverso raggiri’

L’inchiesta L’inchiesta della procura di Roma che ha portato al sequestro preventivo, eseguito dai militari della Guardia di Finanza, di...

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L’inchiesta

L’inchiesta della procura di Roma che ha portato al sequestro preventivo, eseguito dai militari della Guardia di Finanza, di beni per circa 14 milioni di euro nei confronti di sette indagati, indagati a vario titolo, per truffa aggravata (in quanto commessa in danno di un ente pubblico), frode nelle pubbliche forniture (aggravata dal fatto di trattarsi di cose destinate ad ovviare a un comune pericolo), riciclaggio e autoriciclaggio, riguarda le società Eco.Tech srl e Giosar Ltd. L’indagine riguarda la fornitura di 9,5 milioni di dispositivi sanitari e di protezione individuale (mascherine triplo strato e mascherine FFP2/FFP3).

In particolare, secondo quanto riportato nel decreto di sequestro emesso dal gip di Roma Daniela Caramico D’Auria, agli amministratori di fatto della Eco.Tech viene contestato l’accusa di di truffa aggravata perché “mediante artifizi e raggiri consistiti nel far credere ai funzionari della Protezione Civile della Regione Lazio di avere la· disponibilità immediata” di dispositivi di protezione individuale “inducevano in errore la pubblica amministrazione di riferimento, ottenendo tre distinti affidamenti concernenti, complessivamente, le forniture” di 9,5 milioni di mascherine “per un costo totale di 35.819 .200 euro comprensivo di Iva, ottenendo il pagamento dell’acconto di 14.680.000 euro cui tuttavia non seguiva alcuna consegna, inizialmente stimata tra il 23 marzo ed il 6 aprile 2020 fatta eccezione per parte delle mascherine triplo strato non dpi”.

Successivamente “al fine di impedire azioni di recupero forzoso seguenti al provvedimento di annullamento in autotutela, sfruttando il preminente interesse della P.A. a conseguire comunque l’oggetto della commessa, mediante ulteriori raggiri” consistiti “nell’indicare falsamente quale fornitore esclusivo” un’altra societa’ “ottenevano la novazione dei contratti anche grazie alla presentazione di fidejussioni false formalmente rilasciate dalla Seguros Dhi – Atlas Ltd, società in realtà non abilitata al rilascio di garanzie in Italia nei confronti del pubblico perché risultata non iscritta all’Albo Unico di cui all’art. 106 del T. U .B., inducendo nuovamente in errore l’Amministrazione e ottenendo ulteriore tempo nel corso della quale facevano confluire i capitali all’estero”.

Il procedimento è nato dalla denuncia-querela presentata nell’aprile 2020, in piena pandemia covid, dall’allora consigliere regionale Chiara Colosimo nei confornti della Eco-Tech srl per i reati di truffa aggravata ed inadempimento di contratti di pubbliche forniture. A loro volta gli amministratori di diritto e di fatto della Eco.Tech avevano presentato denuncia nei confronti del rappresentante legale della Giosar Ltd per il delitto di truffa aggravata.

Secondo quanto riportato nel decreto di sequestro “il profitto del reato di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture è di euro 14.680.000. Risulta agli atti che Eco.Tech srl, a fronte della risoluzione del contratto da parte della Regione Lazio, ha provveduto alla restituzione di euro 746.000. Ne consegue che il profitto è pari ad euro 13.934.000”.

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