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“Il Mistero di Ustica: Amato Accusa la Francia di Abbattere il DC9 Italiano – Richieste di Scuse dall’Eliseo”

Un clamoroso scoop riapre il caso Ustica: l’ex Primo Ministro italiano Giuliano Amato afferma che il DC9 Itavia, precipitato vicino...

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Un clamoroso scoop riapre il caso Ustica: l’ex Primo Ministro italiano Giuliano Amato afferma che il DC9 Itavia, precipitato vicino a Ustica il 27 giugno 1980, fu abbattuto da un missile francese.

Amato svela che dietro al tragico incidente si celava un piano per eliminare Muammar Gheddafi, in volo su un MiG libico, durante una falsa esercitazione NATO. L’ex leader libico riuscì a sfuggire al piano mortale grazie all’avvertimento di Bettino Craxi.

Queste rivelazioni hanno scosso l’opinione pubblica, suscitando reazioni immediate da parte dei politici italiani. La Premier Giorgia Meloni ha definito le parole di Amato “importanti”, ma ha chiesto prove concrete per supportare tali affermazioni. Nel frattempo, il Vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato che aspetta i commenti delle autorità francesi.

Amato sostiene che ora, con Emmanuel Macron all’Eliseo, l’Italia ha una maggiore possibilità di ottenere le scuse dalla Francia. “L’Eliseo può togliersi questa macchia dimostrando che la tesi è infondata o, se vera, chiedendo scusa all’Italia e alle famiglie delle vittime”, ha dichiarato. Sottolinea che il silenzio prolungato non è una soluzione accettabile.

Amato afferma che i francesi hanno agito con il coinvolgimento degli americani, ma i motivi rimangono ancora oscuri. Tuttavia, questa non è la prima volta che la tesi del missile è emersa; già nel 2013, la Cassazione italiana ha sostenuto che questa teoria era “abbondantemente e congruamente motivata“. Nonostante ciò, i parenti delle vittime non hanno mai ricevuto un adeguato risarcimento.

L’ex Primo Ministro rivela che durante il suo mandato da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel 1986, i generali italiani cercarono di convincerlo della “tesi della bomba” come causa dell’incidente, sostituendo la spiegazione del “cedimento strutturale” dell’aereo. Successivamente, capì che la verità celata coinvolgeva la NATO, grazie a Bettino Craxi e all’influenza del Presidente Francesco Cossiga.

Amato sottolinea che Craxi aveva ottenuto informazioni riservate e aveva avvertito Gheddafi per evitare che la verità emergesse, temendo che Craxi sarebbe stato accusato di infedeltà alla NATO e di spionaggio.

L’ex Primo Ministro era scettico riguardo alla tesi della bomba, poiché le prove tecniche la escludevano. Le ferite suggerivano un impatto esterno con materiale esplosivo. Inoltre, il ritrovamento di un pilota libico morto in condizioni avanzate di decomposizione nelle montagne della Sila, tre settimane dopo l’incidente, suggerisce che il pilota del MiG si fosse nascosto vicino al DC9 per evitare il colpo e aveva poi esaurito il carburante.

Amato ha condiviso le sue scoperte sulla strage di Ustica con il giornalista Andrea Purgatori, avviando una lunga collaborazione. Inoltre, durante il suo mandato da Primo Ministro, ha cercato di ottenere risposte dalle autorità francesi e ha ricevuto risposte vaghe.

Dopo 40 anni, Amato afferma che è incomprensibile continuare a nascondere la verità per “ragioni di Stato” o “ragioni della NATO”, considerando il delitto una grave ingiustizia contro 81 innocenti. La richiesta di scuse dalla Francia e la ricerca della verità ora si pongono come obiettivi essenziali.

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