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Alla scoperta del mondo delle coppie d’oggi. Intervista alla Dott.ssa Federica Giusti

Le dinamiche comportamentali  e affettive che sono alla base di una coppia non sono per niente facili da comprendere. Le...

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Le dinamiche comportamentali  e affettive che sono alla base di una coppia non sono per niente facili da comprendere.

Le dinamiche comportamentali  e affettive che sono alla base di una coppia non sono per niente facili da comprendere. La coppia è composta da due individualità che insieme creano un “Noi” potente e pieno di sfaccettature. Stare in coppia significa prendersi cura dell’Altro ogni giorno con il rispetto, l’empatia, l’ascolto attivo e un dialogo autentico.

Leggendo “Ops, siamo caduti dal pero- Piccolo manuale di sopravvivenza per le coppie” della Dott.ssa Federica Giusti, psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale, edito da CTL Libeccio Edizioni, è possibile cogliere tanto sul mondo della coppia per renderci conto che è un vero e proprio universo ricco di significati ed emozioni tutte da esplorare.

Questo piccolo manuale è di facile lettura e risulta molto interessante e piacevole. È rivolto a tutti. Scritto con un linguaggio semplice e lineare ci fa immergere nel mondo della coppia per scoprire le sfumature che spesso diamo per scontato o addirittura non riusciamo a cogliere. Dalla lettura di esso emerge tanta passione e motivazione da parte dell’autrice per il suo ambito di specializzazione.

E proprio di coppie e delle componenti che le caratterizzano conversiamo con la Dott.ssa Federica Giusti in questa intervista

Dott.ssa Giusti, come è nata l’idea di associare metaforicamente parlando la coppia all’albero del pero?

La frase “siamo caduti dal pero” indica la sorpresa, spesso sgradita, che si prova di fronte ad una situazione non prevista o immaginata. Le coppie che entrano in crisi, talvolta, non riescono a comprenderne il motivo ma riescono ad individuare dei comportamenti messi in atto dal partner o da loro stessi che si sono dimostrati disfunzionali. Il titolo del volume vuole essere contemporaneamente un monito ed una provocazione, quasi un invito a non dare per scontate tutta una serie di dinamiche, per poi sorprendersi del fatto che, alla lunga, la relazione potrebbe subire delle battute d’arresto, insomma, per non cadere dal pero!

Quanto è importante l’empatia all’interno di un rapporto di coppia?

Bhe direi che è fondamentale! Riuscire in maniera sana e funzionale a mettersi nei panni dell’altro permette alla coppia di comprendere meglio e più a fondo il partner, senza giudicare ma, al contrario, accogliendo anche le differenze. Con questo non tutto deve sempre andare bene, ma almeno se ne può parlare in maniera costruttiva e non distruttiva.

E l’alchimia sessuale che ruolo riveste?

La sessualità è ciò che rende una coppia tale, ciò che la differenzia dall’essere due amici o due conviventi, per cui ha un ruolo fondamentale. Se è vissuta da entrambi in maniera divertente e soddisfacente, sicuramente può essere un valido supporto alla tenuta della coppia. E se ci sono delle difficoltà in questo specifico ambito, non è detto che tutto debba crollare, magari è necessario parlarne e confrontarsi con il partner o, talvolta, cercare l’aiuto di specialisti.

Come riconoscere un rapporto di coppia non sano?

Banalmente direi che un rapporto di coppia può definirsi non sano quando vengono meno gli ingredienti costruttivi della coppia, dal rispetto dell’altro come individuo a sé stante, alla comunicazione efficacie, passando dall’avere confini chiari con le rispettive famiglie d’origine fino alla flessibilità. Ovviamente qualora fossero presenti difficoltà oggettive sul piano psico-affettivo, potremmo incorrere in quelle che ho chiamato amori malati, ossia quelle relazioni nelle quali tutto da fuori appare disfunzionale ma non è così semplice riuscire a comprendere e distaccarsi dall’interno.

Un recente studio americano sostiene che nella scelta del partner importanti sono le affinità caratteriali, di opinione e stile di vita. Cosa ne pensi al riguardo?

Credo che avere un partner con il quale ci sentiamo in sintonia anche su aspetti apparentemente esterni alla coppia, sia un valido aiuto. Ma poi intervengono altri fattori, in primis il sentimento che ci lega all’altro e il rispetto che abbiamo nei confronti delle differenze. Se ci sono questi due elementi, possono avere lunga tenuta anche coppie con visioni ed opinioni differenti. Ne sono stati un esempio Giorgio Gaber e la moglie Ombretta Colli, uno dichiaratamente di sinistra, l’altra candidata per un partito del centro destra, valori ed ideali diversi che non sono stati comunque in grado di dividerli.

Durante il periodo della pandemia, come scrivi nel tuo libro, sono aumentati i divorzi e il ricorso alla terapia di coppia. Come si spiega questo fenomeno?

Ritengo che lo stare sotto lo stesso tetto ed essere privati di tutti gli aiuti e gli spazi di decompressione esterni, abbia fatto saltare il tappo al vaso di Pandora di alcune coppie che erano già in crisi, ma riuscivano più o meno a funzionare proprio grazie agli spazi esterni non condivisi. La pandemia, al contrario, ha rappresentato un violento cambiamento della quotidianità di ognuno di noi, e ha fatto sì che alcune coppie si trovassero di fronte ad una realtà sempre più evidente. Alcune hanno chiesto aiuto attraverso la terapia e hanno potuto comprendere se per loro aveva senso o meno investire sulla relazione oppure era il caso di terminarla.

Quanto e in che misura un percorso terapeutico può apportare benefici alla coppia?

Non tutte le coppie devono andare in terapia ma tutte le coppie possono farlo nel momento in cui sentono che qualcosa non va come vorrebbero. Possono esserci motivi oggettivi e concreti, ma possono esservi anche difficoltà relazionali meno evidenti ma non per questo meno potenti. Riuscire ad intercettare questi malesseri e trovare uno spazio neutro nel quale potersi confrontare con l’aiuto del terapeuta, imparando ad ampliare il proprio punto di vista ed arricchendolo anche di quello dell’altro, può sicuramente essere d’aiuto. Non solo per “salvare” la coppia ma anche per potersi lasciare in maniera più consapevole.

A chi consiglia la lettura del suo libro?

Lo scopo di questo libro è di natura divulgativa e non terapeutica, per cui è rivolto anche ad un pubblico non necessariamente di psicologi o psicoterapeuti. La mia speranza è che possa essere una lettura leggera, semplice, diretta e, soprattutto, utile per mettersi in discussione. Per cui lo suggerisco a chiunque abbia voglia di accettare questa sfida!

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