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Milano: 5 mld investiti nell’immobiliare nel 2022, metà del totale in Italia

Presentati a ‘Investire in Milano’ gli ultimi dati sul settore. Analizzare le ultime tendenze, le prospettive e gli scenari futuri...

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Presentati a ‘Investire in Milano’ gli ultimi dati sul settore.

Analizzare le ultime tendenze, le prospettive e gli scenari futuri del settore immobiliare a Milano dal punto di vista della rigenerazione urbana, dei nuovi investimenti e della sostenibilità con l’aiuto di autorevoli esperti italiani e internazionali. È stato l’obiettivo di ‘Investire in Milano’, appuntamento organizzato dal Sole 24 Ore e relativo ad uno dei settori più strategici per l’economia del capoluogo lombardo. Milano è infatti destinazione privilegiata e innovativa degli investitori immobiliari esteri grazie alle trasformazioni che l’hanno coinvolta negli ultimi anni.

Nel 2022, secondo i dati presentati da Nomisma, su 11,7 miliardi di investimenti italiani ed esteri nell’immobiliare italiano, quasi la metà, oltre 5 miliardi, sono stati rivolti a Milano e provincia. Nel terzo trimestre di quest’anno, su 3,5 miliardi di euro, il capoluogo lombardo, da solo, ha attratto quasi un miliardo. Il primo semestre del 2023 ha fatto registrare meno di 13mila compravendite (l’anno scorso il totale delle transazioni aveva superato le 28mila).

Considerando la prima metà del 2023, i prezzi delle abitazioni nuove sono in aumento in tutte le zone del Centro Storico. A Brera rispetto al secondo semestre del 2022 l’incremento è del 5%, nel Quadrilatero di oltre il 14%, a San Babila di quasi il 6%.

Gli annunci immobiliari a Milano sono oltre 16.200 ma quelli dal valore massimo di 220.000 euro e con una superficie minima di 60 metri quadri sono appena 325. Milano è seconda solo a Roma, con una superficie molto più piccola, per numero di annunci per affitti brevi, quasi 18.000, ed è quarta in Italia per tariffa media giornaliera. Nel futuro della città delineato dall’evento spiccano fattori come la rigenerazione urbana e la realizzazione di studentati universitari ma anche l’housing sociale. In difficoltà gli investimenti legati agli uffici a causa soprattutto delle trasformazioni del post-pandemia.

“Negli ultimi anni -spiega l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, Giancarlo Tancredi- Milano ha conosciuto lo sviluppo più importante dal Dopoguerra e ancora oggi, nonostante gli effetti della critica situazione geopolitica, a partire dall’aumento dei costi delle materie prime, viviamo un momento di grande crescita. Ora la scommessa si gioca soprattutto sui confini del territorio comunale in senso stretto, dove sorgono i grandi hub di interscambio, i nodi che rappresentano le Porte di Milano, luoghi la cui rigenerazione può creare anche nuove relazioni con la città metropolitana. Insieme a questa, l’altra sfida che dobbiamo vincere è quella dell’abitare, di un’offerta abitativa a prezzi accessibili che occorre riuscire a incrementare, estendendola a tutti gli interventi di rigenerazione in città, come risultato di un patto tra il Comune, il mondo cooperativo e gli investitori”.

“L’attrattività di Milano, tra lavoro, studio e turismo, ne ha accresciuto la competitività a livello internazionale ma ne ha anche accentuato una pericolosa deriva esclusiva -osserva Luca Dondi, amministratore delegato Nomisma-. Il mercato immobiliare fotografa questa situazione, con valori incompatibili con le possibilità di una parte crescente di domanda, specie in una fase di rallentamento congiunturale. Il credito rappresenta un fattore abilitante e le difficoltà di ottenimento che oggi si rilevano non fanno altro che accentuare la tendenza esclusiva. Occorre un’azione che coniughi rigenerazione urbana e offerta abitativa (a valori sostenibili e in parte in locazione) per scongiurare il rischio di suburbanizzazione della classe media che appare oggi piuttosto concreto”.

“La città di Milano -sottolinea Davide Albertini Petroni, presidente di Assoimmobiliare- ha conosciuto, nell’ultimo decennio, uno sviluppo importante che non ha avuto uguali sul territorio nazionale. Questo processo è stato facilitato da una continuità amministrativa nelle scelte tra le diverse Amministrazioni che si sono succedute, un sano rapporto di fiducia tra operatori privati ed Amministrazione comunale pur nel rispetto dei ruoli , in cui è prevalso l’interesse di favorire l’ammodernamento e lo sviluppo della città”.

Il quadro odierno è “sicuramente più complesso, con una difficile congiuntura macroeconomica, costi di costruzione estremamente elevati e cambiamenti socio-demografici che stanno ridisegnando la domanda. In questo contesto, dobbiamo potenziare la dimensione attrattiva della città (inclusività, servizi e infrastrutture) nella prospettiva di una Città Metropolitana allargata, valorizzando le potenzialità dell’hinterland e le sinergie tra la città e l’intera area metropolitana, trend che peraltro caratterizza tutte le capitali europee”.

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