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“Tre Milioni di Italiani Rinunciano alle Cure a Pagamento: Il Rapporto Speciale sull’Accesso Sanitario”

In Italia, oltre tre milioni di persone rinunciano alle cure mediche quando queste non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale...

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In Italia, oltre tre milioni di persone rinunciano alle cure mediche quando queste non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

In Italia, oltre tre milioni di persone rinunciano alle cure mediche quando queste non sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), secondo un sondaggio dell’Istituto Piepoli per la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo). La maggior parte degli intervistati utilizza i risparmi personali (65%) per affrontare le spese mediche, mentre un 4% si indebita e un 11% evita completamente le prestazioni a pagamento, preferendo invece disporre di un’assicurazione sanitaria. Questi risultati emergono da un’indagine condotta su un campione di 1.000 persone di età compresa tra 15 e 75 anni, con un focus aggiuntivo sulla fascia d’età tra i 15 e i 19 anni, insieme a un gruppo di 300 medici e odontoiatri.

Il sondaggio mette in luce il ruolo fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale come elemento unificante e di sviluppo per il Paese. Il 90% degli intervistati ritiene che la salute debba essere una priorità assoluta nella legge finanziaria del governo.

Per il 76% della popolazione, la sanità dovrebbe essere pubblica, sottolineando l’importanza di un sistema sanitario accessibile a tutti. La maggioranza degli italiani (67%) è soddisfatta della qualità dell’assistenza sanitaria e vede il settore sanitario come un motore di ricchezza da investire, non solo come un onere. Tuttavia, molti ritengono che la gestione dei servizi sia orientata più alla gestione del bilancio che alla salute dei cittadini.

Nel contesto digitale, il 75% degli italiani desidera mantenere il diritto di scegliere il proprio medico di famiglia. Sebbene il 73% dei cittadini accolga con favore l’innovazione digitale in campo medico, con l’uso diffuso di ricette elettroniche e referti online, l’intelligenza artificiale è vista con prudenza. Il 92% degli intervistati preferisce il medico “in carne e ossa” al “dottor Ai”. Gli italiani riconoscono il potenziale dell’intelligenza artificiale come assistente del medico, ma non come sostituto.

Il rapporto personale e di fiducia con il proprio medico di famiglia rimane di fondamentale importanza per la maggior parte dei cittadini italiani, con il 75% che rifiuta l’idea di rinunciare al diritto di scegliere il proprio medico.

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