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I viaggi, la fame di conoscenza e il nomadismo digitale nel libro di Francesca Ruvolo

Una delle domande più frequenti che ci poniamo in quanto esseri umani è:  “che cos’è la felicità?” Così tanto agognata...

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Una delle domande più frequenti che ci poniamo in quanto esseri umani è:  “che cos’è la felicità?

Così tanto agognata e inflazionata la felicità, risulta difficile da definire. La verità è che la felicità è un concetto prettamente soggettivo. Non esiste assolutamente un concetto di felicità uguale per tutti e per capirne il significato ognuno di noi dovrebbe intraprendere un viaggio introspettivo dentro sé stesso per acquisire nuove consapevolezze e soprattutto per conoscersi più in profondità, cercando di risvegliare quella “parte bambina” che è dentro l’anima e che aspetta di essere ascoltata ed espressa a pieno.

Questo è uno degli insegnamenti che si possono apprendere leggendo “La felicità è una cosa semplice” (Rizzoli) di Francesca Ruvolo, nomade digitale dal 2015 e creatrice di @wildflowermood.

Il nomadismo digitale come stile di vita

In questo libro integrato dalle meravigliose illustrazioni di Silvia Bairo, Francesca Rivolo ci racconta la sua storia di nomade digitale e dei suoi lunghi viaggi che l’hanno portata in giro per il mondo in mezzo alla natura incontaminata, tra popoli e culture diverse consentendole di mettersi continuamente in gioco per sperimentare nuovi modi di abitare il mondo, per superare i suoi limiti e per soddisfare la sua inesauribile fame di conoscenza.

Grazie alla sua esperienza, il lettore si immerge completamente in questa avventura emozionante cogliendo tante sfaccettature, sorprese, dinamiche e aspetti di quei viaggi che non hanno a che fare nulla con l’essere turisti perché sono quei viaggi che ti arricchiscono umanamente parlando e che contribuiscono a cambiarti dentro aiutandoti ad evolvere umanamente parlando.

Per Francesca Ruvolo il viaggio è una sorta di missione di vita. Dal 2015 non ha mai smesso di progettare e intraprendere viaggi svolgendo lavori che si stanno molto diffondendo nell’ambito del mondo digitale. Attualmente è in viaggio a bordo del suo van e non smette mai di fornire testimonianze e conoscenze sul nomadismo digitale a chi vuole sperimentarlo.

Il bello di questo suo stile di vita è che ogni giorno per lei è una conquista, un’occasione per immergersi in scenari diversi, conoscere nuove persone, apprendere nuove lingue e nuove conoscenze. Come emerge dal suo libro il nomadismo digitale è un fenomeno davvero in crescita tanto che ad esso sono dedicati diversi siti, community, corsi e forum.  Da ciò che ci racconta nel suo libro la Ruvolo, è uno stile di vita unico e speciale che permette di vivere in piena libertà ed espressione della propria creatività lontano dai pregiudizi, dalle convenzioni, dalle false sicurezze e da quelle congetture che da tempo ci hanno propinato e che si credeva fossero una garanzia per abbracciare a pieno la felicità.

Il viaggio come occasione per recuperare l’essenza della vita

Il racconto dei viaggi di Francesca Ruvolo forniscono una serie di spunti di riflessione ed imput creativi per il lettore che si ritrova a mettersi inevitabilmente in discussione e ad acquisire la consapevolezza che viviamo sempre più immersi in un mondo frenetico che tende a prosciugarci la linfa vitale che dovrebbe scorrere libera. La Ruvolo ci insegna quanto sia importante connetterci con la parte più autentica del proprio essere per ascoltarla davvero perché ha bisogno di essere espressa per farci sentire più vivi e in sintonia con il mondo che è dentro di noi e quello che ci circonda.

Un vero tributo alla meraviglia e alla bellezza che la vita è in grado di donarci attraverso il viaggio e l’espressione della propria “parte bambina”. Questo libro racchiude un invito a riconsiderare le cose semplici che non sono assolutamente superficiali ma che ci permettono di recuperare e valorizzare l’essenza del vivere. Viaggiare diventa un modo per riappropriarsi del proprio tempo e di quella leggerezza, curiosità e spirito di avventura che crescendo mettiamo da parte in nome di falsi miti e convenzioni.

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